Presentazione


Foto: Riflessi d'erba sull'acqua

Oggi emerge sempre più la necessità di superare una gestione passiva dei beni ambientali, tesa alla semplice conservazione tramite imposizione di vincoli e divieti. Ciò vale ancora di più quando si prendono in considerazione le aree umide, ambienti di per sé dinamici e circondati per la maggior parte da un territorio fortemente antropizzato.

Questi ambienti sono caratterizzati da qualità ecologiche di grande importanza. Essi però sono fragili, sensibili anche alle lievi modificazioni delle loro caratteristiche fisiche, morfologiche o idrauliche. Peraltro le aree umide sono l'insieme territoriale ed ecologico che ha subito maggiormente la riduzione degli spazi e l'impoverimento degli habitat e delle specie viventi legate al mondo dell'acqua.

Con il Progetto Nemos il Servizio Parchi e Conservazione della Natura ha realizzato, con il contributo finanziario dell'Unione Europa, interventi di valorizzazione e di rinaturalizzazione in sette diversi Siti di Importanza Comunitaria: Palù di Borghetto, Fontanazzo, Inghiaie, Adige, Taio di Nomi, Lago d'Idro e Foci dell'Avisio.

Si è intervenuti con l'obiettivo di potenziare in questi siti gli habitat di interesse comunitario per la loro grande importanza nel mantenimento della biodiversità e nel supporto alle specie migratrici.

Ne hanno tratto giovamento le formazioni ripariali di salici e ontani, le cenosi dei fossi e delle rogge, gli stagni e i prati umidi che una volta rappresentavano habitat molto diffusi nelle nostre vallate ma che oggi sono sempre più sporadici e frammentati.

Ovviamente al miglioramento e all'incremento degli habitat corrisponde anche una maggior ricettività per le specie faunistiche che li frequentano: in particolare vari pesci, molti anfibi e uccelli quali il martin pescatore o il tarabusino, sono fra quelli che traggono maggior beneficio dagli interventi sugli habitat acquatici.


Il Direttore dell'Ufficio
Biotopi e Rete Natura 2000

Dott. Lucio Sottovia