Fontanazzo


Foto: Fontanazzo
  • dove si trova

    in bassa Valsugana, nel Comune di Grigno

  • quanto č grande

    50 ettari

  • di che tipo di protezione gode

    S.I.C. & Z.P.S. IT3120030
    Biotopo di interesse provinciale

  • quali habitat di interesse comunitario ospita

    3130 Acque stagnanti, da oligotrofe a mesotrofe, con vegetazione dei Littorelletea uniflorae e/o degli Isoeto-Nanojuncetea

    3150 Laghi eutrofici naturali con vegetazione del Magnopotamion o Hydrocharition

    3240 Fiumi alpini e loro vegetazione riparia legnosa di Salix eleagnos

    3260 Fiumi delle pianure e montani con vegetazione del Ranunculion fluitantis e Callitricho-Batrachion

    6430 Bordure planiziali, montane e alpine di megaforbie idrofile

    6510 Praterie magre da fieno a bassa altitudine (Alopecurus pratensis, Sanguisorba officinalis)

    91E0 Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae) - habitat prioritario

  • quali specie di interesse comunitario ospita
    Invertebrati Austropotamobius pallipes (gambero di fiume)
    Pesci Barbus meridionalis (barbo canino)
    Barbus plebejus (barbo comune)
    Cottus (gobio scazzone)
    Lethenteron zanandreai (lampreda padana)
    Leuciscus souffia (vairone)
    Salmo [trutta] marmoratus (trota marmorata)
    Avifauna Alcedo atthis (martin pescatore)
    Emberiza hortulana (ortolano)
    Ixobrychus minutus (tarabusino)
    Lanius collurio (averla piccola)
    Milvus migrans (nibbio bruno)

LA STORIA

Fontanazzo è il nome di una vasta area, situata nella bassa Valsugana, in prossimità dell’abitato di Selva di Grigno, nella quale sono presenti alcune “risorgive”. Si tratta di sorgenti alimentate dalle acque che giungono sul fondovalle, dopo aver attraversato un migliaio di metri di permeabili rocce calcaree, dal sovrastante Altopiano delle Marcesine.

Importanti interventi di bonifica attuati nel Secondo Dopoguerra, assieme allo scavo della ghiaia nel vicino Fiume Brenta che ha provocato l’abbassamento del suo letto, hanno conferito alla zona il suo attuale aspetto, caratterizzato da un’alternanza di prati da sfalcio, seminativi, macchie di bosco e canali.

chi ha tratto giovamento?
  • habitat di interesse comunitario

    3150 Laghi eutrofici naturali con vegetazione del Magnopotamion o Hydrocharition

    3260 Vegetazione sommersa di ranuncoli dei fiumi submontani e delle pianure

    6510 Praterie magre da fieno a bassa altitudine (Alopecurus pratensis, Sanguisorba officinalis)

    91E0 Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae) - habitat prioritario.

  • specie di interesse comunitario
    Invertebrati Austropotamobius pallipes (gambero di fiume)
    Pesci Cottus gobio (scazzone)
    Lethenteron zanandreai (lampreda padana)
    Leuciscus souffia (vairone)
    Salmo [trutta] marmoratus (trota marmorata)
    Avifauna Alcedo atthis (martin pescatore)
    Emberiza hortulana (ortolano)
    Lanius collurio (averla piccola)
    Milvus migrans (nibbio bruno)
  • altre specie
    Pesci Thymallus thymallus (temolo)
    Anfibi e rettili Bufo bufo (rospo comune)
    Hyla intermedia (raganella italica)
    Rana temporaria (rana di montagna)

PERCHÉ È IMPORTANTE

Seppur modificato nelle proprie caratteristiche, Fontanazzo rappresenta pur sempre la maggiore zona umida del settore più orientale della Valsugana. Di particolare interesse sono i lembi di boschi di ontano e di salice sviluppati lungo le rive del Brenta e attorno ai canali che si dipartono dalle risorgive.

Naturalmente quest’area ospita anche interessanti specie faunistiche legate sia al mondo dell’acqua che alle campagne coltivate con metodi tradizionali.

MINACCE

I rischi ai quali Fontanazzo è esposto sono diversi. In primo luogo va ricordata la progressiva riduzione dei preziosi boschi di ontani e salici e il loro “inquinamento” a opera soprattutto della robinia (Robinia pseudoacacia).

Oltre a ciò va menzionata la scomparsa di gran parte dei corpi idrici che fino a pochi decenni addietro punteggiavano l’area, in conseguenza della rettificazione e dell’approfondimento dei canali e dell’abbassamento del corso del Fiume Brenta, fenomeno quest’ultimo che ha comportato in particolare l’inaridimento della fascia di piccole zone umide presente lungo le sue rive.

Infine la modifica delle pratiche agricole, in conseguenza della quale la monocoltura del mais sta lentamente erodendo il mosaico di seminativi, prati, siepi, filari di vigne che occupano le porzioni bonificate dell’area.

Quest’ultima progressiva evoluzione ambientale sta modificando le campagne in senso sfavorevole a molte specie di animali e di piante legate a questa particolare tipologia ambientale.

 SOLUZIONI FINANZIATE DA LIFE NEMOS

Per cercare di porre rimedio alla situazione sopra esposta sono state realizzate diverse azioni. Si è provveduto così a piantare 5.400 tra talee e piantine di ontano e di salice su una superficie complessiva di 23.000 m2 e nel contempo sono stati eliminati pecci (Picea excelsa), pini silvestri (Pinus sylvestris) e robinie. Per opporsi poi al progressivo inaridimento dell’area sono stati ripristinati, per una lunghezza complessiva di 900 m, gli antichi fossati e inoltre sono stati scavati 2 nuovi stagni, per una superficie totale pari a 10.400 m2, collegati tra loro da un fossato.

Il problema dell’abbandono delle pratiche agricole tradizionali è stato infine affrontato favorendo l’adesione degli agricoltori a misure previste dal Piano di Sviluppo Rurale provinciale che prevedono l’utilizzo dei terreni come prati da sfalcio tardivo, su una superficie di circa 40.000 m2, o la realizzazione su di essi di “colture a perdere” destinate all’alimentazione della fauna selvatica, su una superficie di circa 1.300 m2.

Un’ultima nota riguarda la realizzazione, sempre nell’ambito di LIFE NEMOS, di un apposito percorso di visita all’area protetta, attrezzato con bacheche, lungo più di 4 km e parzialmente percorribile anche da persone con difficoltà motorie. In aggiunta al percorso è stato approntato un apposito quaderno-guida che ne costituisce il naturale complemento.

SITUAZIONE PRIMA E DOPO GLI INTERVENTI

Situazione prima e dopo: Fontanazzo

Legenda