Le aree protette del Trentino

Rete Natura 2000, parchi & riserve naturali

Rete Natura 2000

Acque oligomesotrofe calcaree con vegetazione bentica di Chara spp.

  • Oligo- bis mesotrophe kalkhaltige Gewässer mit benthischer Vegetation aus Armleuchteralgen Hard
  • Oligo-mesotrophic waters with benthic vegetation of Chara formations
Fondale con Chara sp. nel SIC Adige
Fondale con Chara sp. nel SIC Adige - ph A. Cavagna
Cod. Habitat Natura 2000

3140

Caratteristiche generali dell'habitat

Laghetti e stagni con acque abbastanza ricche di sostanze basiche disciolte (pH spesso 6-7), o con colore blu- verdastro, molto limpide, di norma povere in nutrienti, ancora più ricche di sostanze basiche (con pH spesso >7.5). Le superfici di questi corpi d'acqua non inquinati sono ricoperte di tappeti algali in cui dominano carofite dei generi Chara e Nitella. Talvolta si possono osservare piccole pozze fangose, ricche in calcare, oligo-mesotrofe, con densi tappeti di Chara, che sono dislocate in prossimità di torbiere eutrofiche o nell’ambito di torbiere boscose.

Variabilità, contatti e criteri interpretativi

A causa delle dimensioni spesso molto ridotte di queste pozze e specchi d’acqua limpida, questo habitat può facilmente sfuggire all’osservazione e risulta non cartografabile. Anche senza conoscere con precisione la sistematica delle alghe, si tratta di un tipo che non può essere confuso con altri e non presenta, quindi, difficoltà interpretative. Nell’ambito dei contatti spaziali si segnalano soprattutto quelli con comunità di 3130 e 3150.
Nella vegetazione dell’Austria, ad esempio, sono descritte, da SCHRATT (in Mucina et al., 1993) una decina di diverse associazioni vegetali riconducibili alla classe Charetea fragilis.

Specie vegetali tipiche

Dominanti:

alghe dei generi Chara e Nitella.

Caratteristiche:

alghe dei generi Chara e Nitella.

Distribuzione in provincia

L’habitat è stato censito in due soli SIC, ma sicuramente è presente in numerosi punti, anche all’esterno dei SIC, che per la loro ridottissima dimensione non risultano cartografabili e, quindi, difficilmente censibili.

Dinamismo naturale

L’evoluzione naturale, come per altri ambienti acquatici, è in stretta relazione alle dimensioni. Le pozze più piccole sono soggette a progressivo colmamento. Di regola questi ambienti sono mantenuti da condizioni di apporto stagionale di acque pure, povere di nutrienti, e particolarmente ricche di soluti calcarei. In estate avanzata si possono notare parziali disseccamenti e il minore apporto di acque sorgive o di ruscellamento genera stadi meno oligotrofici che si ripristinano in occasione di abbondanti precipitazioni e nella successiva primavera con il ricambio delle acque derivanti dalla fusione delle nevi. L’eventuale evoluzione dei popolamenti vegetali dipende dalla localizzazione e dalle comunità limitrofe (Potametea, Lemnetea). Talvolta, aggruppamenti di Characee possono caratterizzare anche ambiti lacustri a profondità superiori ai 20 metri.

Note ed osservazioni

Questo tipo di habitat è stato inserito tra quelli di interesse comunitario, probabilmente, avendo presenti situazioni diffuse nelle regioni scandinave e boreali, ricche di torbiere e specchi d’acqua, per i quali è disponibile anche adeguata letteratura. Da noi sono ambienti scarsamente considerati.

Vulnerabilità e indicazioni gestionali

Valgono le medesime indicazioni relative a tutti gli specchi d’acqua. L’alterazione del regime idrologico del sito rappresenta la minaccia più seria. A seguito di una naturale evoluzione geomorfologica, in ambiente alpino (inclusi piccoli movimenti franosi), si possono creare ex novo specchi d’acqua e pozze che vengono colonizzati da alghe. In effetti, masse di Characeae si possono insediare rapidamente anche in nuove pozze costruite per miglioramento ambientale. Le Characee possono essere utilizzate quali indicatori ecologici essendo sensibili, le diverse specie, per esempio, alla concentrazione dei fosfati.