Le aree protette del Trentino

Rete Natura 2000, parchi & riserve naturali

Rete Natura 2000

Fiumi alpini con vegetazione riparia erbacea

  • Alpine Flüsse mit krautiger Ufervegetation
  • Subalpine willowherb stream community
Le rive del Sarca in Val Genova; in primo piano Epilobium fleischeri
Le rive del Sarca in Val Genova - ph P. Flamini
Cod. Habitat Natura 2000

3220

Caratteristiche generali dell'habitat

In questo tipo di habitat sono comprese le comunità pioniere di piante erbacee o suffruticose che colonizzano i greti ghiaiosi e sabbiosi dei torrenti e dei fiumi alpini, dalle sorgenti di alta quota fino allo sbocco nei fondovalle più ampi. Nelle zone artico-boreali è presente anche in pianura. Esso deriva dalla fusione di due codici precedenti (32.21 e 32.22). Le comunità di questo habitat sono quindi soggette a sensibili variazioni delle condizioni ecologiche, con alternanza di periodi in cui sono sommerse (ad esempio nei periodi di piena e alla fusione delle nevi o dei ghiacciai perenni) ad altri in cui devono sopportare una relativa aridità (tarda estate). Spesso si tratta di habitat precari e frammentari a causa della riduzione di naturalità dovuta alle captazioni idriche e alle altre forme di utilizzazione (creazione di bacini artificiali, opere di sistemazione idraulica, ecc.).
Nella parte più alta dei torrenti alpini la specie guida è Epilobium fleischeri, esclusivo di substrati silicei, mentre più in basso, dove la velocità della corrente cala,  abbonda Calamagrostis pseudophragmites. Nei greti e sulle alluvioni dei torrenti montani e subalpini, soprattutto su substrati a matrice carbonatica, tra le specie guida più frequenti e caratterizzanti spicca Petasites paradoxus.

Variabilità, contatti e criteri interpretativi

Si tratta di un habitat facilmente riconoscibile in tutto il territorio provinciale, anche se la sua distribuzione mal si presta a una definizione a livello cartografico ed è pure soggetta a variazioni nel tempo secondo l’andamento degli eventi alluvionali. Esso corrisponde, per quote elevate, a fitocenosi dell’ordine Epilobietalia fleischeri (che essendo della classe Thlaspietea rotundifolii è a contatto con i ghiaioni e detriti di falda, habitat 8120), mentre a quote più basse gli aspetti a Calamagrostis pseudophragmites sono considerati espressione di Nasturtio-Glycerietalia, ordine della classe che comprende canneti e magnocariceti. La frammentarietà e la riduzione di questo habitat è spesso favorita da alterazioni del regime idrologico dovute a impatti antropici.

Specie vegetali tipiche

Dominanti:

Calamagrostis pseudophragmites, Epilobium fleischeri, Petasites paradoxus.

Caratteristiche:

Artemisia campestris, Chondrilla chondrilloides (EN), Erucastrum nasturtiifolium, Hieracium piloselloides, Myricaria germanica (EN, plantule), Oxytropis pilosa (NT).

Altre:

Aethionema saxatile, Agrostis gigantea, Agrostis stolonifera, Aster bellidiastrum, Cerinthe glabra (NT), Chlorocrepis staticifolia, Dryas octopetala, Epilobium dodonaei, Erigeron acris, Gypsophila repens, Hippophaë rhamnoides, Leontodon hispidus subsp. hyoseroides, Orobanche flava (NT-DD), Phalaris arundinacea, Pritzelago alpina, Rumex scutatus, Salix daphnoides (VU) (plantule), Salix eleagnos (plantule), Salix purpurea (plantule), Saxifraga aizoides, Saxifraga bryoides, Sibbaldia procumbens, Tozzia alpina (NT), Trifolium pallescens.

Estinte:

Typha minima

Distribuzione in provincia

La vegetazione riconducibile a Epilobietalia fleischeri è stata individuata in alcuni siti della parte occidentale della provincia, mentre in altri siti, diversi dai precedenti, è stata reperita la vegetazione a Calamagrostis pseudophragmites. A livello frammentario, e quindi non cartografato, l’habitat è presente in altre stazioni.

Dinamismo naturale

Tipo spiccatamente pioniero, spesso in serie catenale con i seguenti (3230, peraltro rarissimo, e 3240) che rappresentano gli stadi più evoluti in cui si affermano, rispettivamente, la vegetazione arbustiva (Myricaria germanica) o arborea (Salix eleagnos). Le comunità di questo habitat ospitano frequentemente plantule di specie legnose che indicano la direzione della naturale evoluzione dei popolamenti la cui permanenza è determinata dalla ricorrenza stagionale degli episodi alluvionali.

Note ed osservazioni

Una mappatura più precisa di questi habitat potrebbe essere utile nell’identificazione di aree di pregio per la valutazione delle risorse idriche, a prescindere dalla qualità delle comunità vegetali.
Da menzionare l’esistenza di formazioni aride a Artemisia campestris, che si insediano come stadio evolutivo sulle ghiaie più aride dei greti, a mosaico con i saliceti a Salix eleagnos; queste formazioni sono naturalisticamente importanti e in forte regresso; ad esempio ospitano le stazioni più significative di Oxytropis pilosa in provincia (soprattutto Val di Fiemme)]

Vulnerabilità e indicazioni gestionali

È un habitat intrinsecamente precario per effetto degli stessi eventi di tipo alluvionale che determinano, nel tempo, la sua permanenza e affermazione. In tal senso è legato anche alla portata di detrito solido che viene equilibrata dalle capacità erosive. In condizioni di elevata naturalità, si nota una maggiore stabilità dei popolamenti vegetali. In località di facile accesso una minaccia è rappresentata dalla possibile escavazione di ghiaie e sabbie. In alta quota, in prossimità di alpeggi con pascolo intenso, le comunità erbacee potrebbero essere impoverite in specie caratteristiche e arricchite da specie banali, nitrofile. Di regola, almeno in Trentino, è un problema assai localizzato. Nei tratti di fondovalle, il peggioramento della qualità dei siti è segnalato dall’invasione di specie alloctone che spesso procede proprio ad iniziare dagli alvei fluviali che diventano quindi un’importante spia dell’evoluzione della vegetazione in atto. L’esistenza di porzioni significative di 3220, in condizioni ottimali, rappresenta indubbiamente un ottimo indicatore della qualità ambientale del bacino.
Per la sua conservazione, quindi, è essenziale che gli ambienti torrentizi e fluviali, pur considerando la straordinaria e naturale capacità di ripopolamento delle specie guida sulle ghiaie prive di vegetazione,  non subiscano profonde alterazioni del regime idrologico. È innegabile la constatazione che le opere di regimazione delle acque, quali arginature e briglie, stabilizzando e restringendo il letto fluviale, hanno portato a una sensibile contrazione di questo habitat.