Le aree protette del Trentino

Rete Natura 2000, parchi & riserve naturali

Rete Natura 2000

Fiumi alpini con vegetazione riparia legnosa a Myricaria germanica

  • Alpine Flüsse mit Ufergehölzen von Myricaria germanica
  • Alpine rivers and their ligneous vegetation with Myricaria germanica
Myricaria germanica sul greto dell'Avisio
Myricaria germanica sul greto dell'Avisio - ph C. Lasen
Cod. Habitat Natura 2000

3230

Caratteristiche generali dell'habitat

Si tratta di un tipo di vegetazione, a carattere arbustivo e dominato da Myricaria germanica, divenuto particolarmente raro, che interessa greti fluviali ricchi in sabbie fini e limi. Alla Myricaria, quasi sempre dominante, si associano plantule e piccoli arbusti di varie specie di salici (gli stessi dell’habitat 3240), mentre lo strato erbaceo è poco rappresentato. Questa comunità vegetale interessa i greti di fiumi o di torrenti con elevate portate, in fondovalle ampi e pianeggianti. La sua presenza, a prescindere dall’effettiva rarità, va considerata indizio di elevata naturalità.  3230 è spesso in stretta relazione con la vegetazione erbacea (3220) rispetto alla quale è meno tollerante per gli eventi alluvionali estremi, e con la vegetazione arborea a salici di ripa (3240) che rappresenta uno stadio seriale succesivo di maggiore consolidamento.

Variabilità, contatti e criteri interpretativi

La vegetazione a miricaria è una comunità rara, a distribuzione continentale, che corrisponde all’associazione Salici-Myricarietum. Essa è strettamente collegata, tanto da appartenere alla stessa alleanza, Salicion eleagno-daphnoidis, all’habitat seguente. Questa comunità è poco variabile e di facile identificazione. La sua importanza fitogeografica è rilevante, almeno in ambienti alpini, sia per la sua rarità che, soprattutto, per essere un ottimo indicatore di naturalità, in quanto sensibile alle variazioni prodotte da interventi di regimazione fluviale.

Specie vegetali tipiche

Dominanti:

Myricaria germanica (EN).

Caratteristiche:

Myricaria germanica (EN).

Altre:

Cerinthe glabra (NT), Agrostis stolonifera, Calamagrostis epigejos, Calamagrostis pseudophragmites, Equisetum variegatum, Juncus alpinoarticulatus, Populus nigra, Salix daphnoides (VU), Salix eleagnos, Salix nigricans, Salix purpurea, Saxifraga aizoides.

Estinte:

Typha minima.

Distribuzione in provincia

Habitat molto raro in Trentino L’unica stazione inclusa in SIC è localizzata sul rio S.Nicolò, presso Pozza di Fassa. Un’altra, non ancora soggetta a forme di protezione speciali, è situata in Val di Fiemme, poco a monte dell'abitato di Lago, sulla sinistra idrografica dell'Avisio. Qui è presente anche uno stadio arbustivo e arboreo più maturo con salici di ripa e ontano bianco.

Dinamismo naturale

Habitat di tipo pioniero che per essere mantenuto richiede una regolare successione di eventi alluvionali, tali da consentire il ripristino delle condizioni che favoriscono l’insediamento della Myricaria sulle sabbie fini del greto. Una minore frequenza di episodi alluvionali favorisce l’affermazione delle comunità arboree a salici (3240). La riproduzione della Myricaria viene contrastata anche dall’apporto di materiali a pezzatura più grossolana.

Note ed osservazioni

Per la sua rarità in ambiente alpino, nonché per il suo valore quale indicatore ecologico (Myricaria può essere considerata una specie sentinella) questo habitat meriterebbe di essere valutato come prioritario. La specie, che caratterizza anche in modo determinante l’habitat, è scomparsa in epoca storica dai principali fiumi trentini: Adige, Noce, Brenta, Chiese, Sarca). Altre popolazioni sono note lungo l’Avisio, a Sud di Cavalese, presso la confluenza con il Rio delle Pozze, Campestrin

Vulnerabilità e indicazioni gestionali

La minaccia più consistente, per questo tipo di ambiente, è legata alle modificazioni del regime fluviale naturale. Il prelievo di sabbie e ghiaie, nonché i fenomeni di eutrofizzazione (aumento di nitrati e sostanze nutrienti) rappresentano altri pericoli. Poiché gran parte dell’Avisio ha già subito opere di regimazione, resta imprescindibile la protezione (evitando nuove arginature) dell’unico tratto di greto in cui si sviluppa questa formazione.