Le aree protette del Trentino

Rete Natura 2000, parchi & riserve naturali

Rete Natura 2000

Fiumi con argini melmosi, con vegetazione del Chenopodion rubri p.p. e Bidention p.p.

  • Flüsse mit Schlammbänken mit Vegetation des Chenopodion rubri p.p. und des Bidention p.p.
  • Rivers with muddy banks with Chenopodion rubri p.p. and Bidention p.p. vegetation
Rive melmose con lembi di vegetazione del Bidention sul fiume Adige
Rive con lembi di vegetazione del Bidention sul fiume Adige - ph A. Cavagna
Cod. Habitat Natura 2000

3270

Caratteristiche generali dell'habitat

Questo habitat comprende le comunità vegetali che si sviluppano sulle rive fangose dei fiumi di pianura e della fascia submontana, caratterizzate da vegetazione nitrofila pioniera, con terofite del Chenopodion rubri p.p. e del Bidention p.p.. In primavera e fino all'inizio dell'estate i siti, a lungo inondati, appaiono come rive melmose prive di vegetazione, il cui sviluppo avviene più tardi. Se le condizioni non sono favorevoli queste comunità vegetali possono essere ridotte o completamente assenti.

Variabilità, contatti e criteri interpretativi

Con queste tipo di habitat si considerano le comunità vegetali della classe Bidentetea tripartiti, con le due alleanze del Bidention tripartiti e del Chenopodion glauci (sinonimo di Chenopodium rubri). Esse si differenziano per la maggiore o minore nitrofilia e per il diverso numero di specie igrofile e xerofile che ospitano. Non vi sono comunque difficoltà a riconoscere l’appartenenza dei popolamenti rivieraschi dei banchi limosi a questa classe di vegetazione ma, spesso, questi sono il risultato di fenomeni di degradazione che hanno favorito l’accumulo di sostanze nutrienti. Per la loro distribuzione, variabile nel tempo e frammentaria, e per le ridotte condizioni di naturalità (essendo considerate espressioni sinantropiche), queste comunità sono state spesso ignorate o sottovalutate. Va considerata la raccomandazione del manuale ufficiale: “Questo habitat si ritrova in stretta associazione con popolazioni dense del genere Bidens o di specie neofite. Per favorire la conservazione di queste comunità, che hanno sviluppo annuale tardivo o irregolare, è importante prendere in considerazione fasce di 50 - 100 m di larghezza e anche parti senza vegetazione”. Di fatto condizioni simili  si incontrano solo in corrispondenza dei fiumi maggiori (ammesso che non siano troppo manomessi e arginati). Lembi di 3270 potrebbero passare inosservati nell’ambito di popolamenti con Salicion albae dominante.

Specie vegetali tipiche

Dominanti:

Bidens frondosa, Persicaria mitis. Chenopodium rubrum, pur presente in Trentino, ha ecologia del tutto diversa rispetto al Chenopodion, comportandosi da specie ipernitrofila, al pari di Ch. glaucum.

Caratteristiche:

Bidens cernua (VU), Bidens tripartita, Persicaria lapathifolia, Persicaria hydropiper (NT), Persicaria minor (NT), Xanthium italicum.

Altre:

Alisma plantago-aquatica, Alopecurus aequalis (NT), Barbarea vulgaris, Bolboschoenus maritimus (EN), Catabrosa aquatica (EN), Chenopodium ficifolium, Galium palustre, Juncus articulatus, Lycopus europaeus, Mentha aquatica, Myosoton aquaticum, Potentilla supina (VU), Pulicaria vulgaris, Ranunculus sceleratus (VU), Rorippa palustris, Xanthium strumarium (CR). Neofite:  Aster novi-belgii agg., Helianthus tuberosus, Impatiens balfourii, Impatiens glandulifera, Impatiens parviflora, Solidago canadensis, Solidago gigantea.

Estinte:

Rumex palustris.

Distribuzione in provincia

Habitat poco diffuso in provincia, censito in pochi siti per una superficie limitata. Lembi poco significativi sono diffusi anche in aree degradate.

Dinamismo naturale

Comunità pioniere, su limi e sabbie molto fini, la cui conservazione è strettamente legata alla dinamica fluviale. Oltre a Salix alba, anche Fraxinus excelsior e Robinia pseudacacia possono dimostrarsi competitivi.

Note ed osservazioni

Considerate le finalità di conservazione degli habitat naturali e prossimo-naturali della direttiva, potrebbe apparire sorprendente che sia stata considerata una comunità che qui è francamente nitrofila, mentre altri ambiti di sicura maggiore naturalità non hanno ricevuto la stessa attenzione. Certamente, nell’ambito di fondovalle urbanizzati e infrastrutturati, la permanenza di porzioni significative di questo habitat, può rappresentare un segnale da non trascurare. In ogni caso nuove arginature avrebbero effetti negativi anche su questo tipo di habitat. Si tratta, tuttavia, di un tipo di habitat che da noi è solo assai frammentario, mentre nei grandi fiumi medioeuropei assume un rilevante significato naturalistico.

Vulnerabilità e indicazioni gestionali

Questo habitat, strettamente legato alla dinamica fluviale, può tollerare variazioni significative del livello ed anche elevate concentrazioni di azoto e minerali nutrienti. In tal senso è meno vulnerabile di altri. Rettifiche e arginature, peraltro, ne limitano ovviamente l’estensione. Il manuale indica chiaramente che in questi ambiti si sviluppano spesso comunità nitrofile  di neofite la cui dominanza può dunque rappresentare un sintomo di degradazione ulteriore. Nel complesso questo tipo contribuisce solo marginalmente alla valutazione della qualità di un tratto di ecosistema fluviale. In linea generale si rileva come i problemi relativi alla sicurezza idrogeologica entrino spesso in conflitto con le esigenze di tutela degli habitat prossimo- naturali.