Le aree protette del Trentino

Rete Natura 2000, parchi & riserve naturali

Rete Natura 2000

Boscaglie subartiche di Salix spp.

  • Subarktisches Weidengebüsch
  • Sub-Arctic Salix spp. scrub
Saliceto boreale presso le sorgenti del Travignolo
Saliceto boreale alle sorgenti del Travignolo - ph C. Lasen
Cod. Habitat Natura 2000

4080

Caratteristiche generali dell'habitat

I saliceti subalpini, comunità arbustive in cui sono dominanti specie del genere Salix, rappresentano una componente minoritaria ma ecologicamente interessante del paesaggio montano trentino. Essi sono, in genere, legati a situazioni primitive, diffuse lungo torrenti e ruscelli, alla base di conoidi, in stazioni a prolungato innevamento o, comunque, dotate di elevata disponibilità idrica. Esistono consorzi caratteristici sia di substrati carbonatici che silicatici, che si spingono fino a 2300-2400 metri.

Variabilità, contatti e criteri interpretativi

I diversi tipi di saliceti, escludendo quelli a spalliera che rientrano nell’ambito di formazioni erbacee dell’orizzonte alpino e subnivale, sono caratterizzati dalla specie guida che, quasi sempre, è anche la dominante che edifica il popolamento. I saliceti presenti in Trentino sono:
- Formazione a Salix helvetica (Rhododendro-Vaccinion), su morene silicee, talora contigue con arbusteti a rododendro ferrugineo e/o ontano verde.
- Formazione a Salix waldsteiniana (Alnion viridis) sui macereti carbonatici. Frequenti i contatti con le stesse cenosi a ontano e rododendri, nella fascia dei pascoli d’altitudine (6170).
- Formazioni a Salix glabra, nettamente carbonatiche, a contatto con le mughete (4070), in canaloni detritici a pezzatura grossolana e mobili.
- Formazioni a Salix hastata, indifferenti al substrato, ma più diffuse su calcari, su suoli meno primitivi, a reazione subacida, in prossimità di rodoreti e alneti.
- Formazioni subigrofile a Salix mielichhoferi, sui substrati carbonatici del settore dolomitico, spesso miste con altri salici, anche in pianori presso le malghe.
Deve essere ancora verificata ed approfondita la presenza di Salicetum caesio-foetidae, caratteristico di aree sorgentizie e pianori glaciali, a contatto dell’habitat prioritario 7240. Al Passo del Tonale, ad esempio, S. caesia e S. foetida sono stati censiti a breve distanza. Arbusteti a S. foetida di apprezzabile estensione sono occasionalmente presenti nel Trentino occidentale.
Da approfondire la consistenza dei popolamenti a Salix breviserrata (preferisce silice ma è frequente anche su detriti di origine carbonatica, di contatto con 6170 e altri tipi di arbusteto), di Salix glaucosericea (anch’esso acidofilo), e dell’ancor più raro Salix laggeri (sempre di substrati silicatici).
Le formazioni a Salix appendiculata sono molto più frequenti, ma a quote mediamente inferiori, nella fascia montana in cui prevalgono faggio e/o abete bianco, presso impluvi e al margine dei boschi. Esse, pertanto, non potranno essere riferite, se non eccezionalmente (popolamenti di bassa statura in stazioni lungamente innevate) a questo codice. Nella fascia montana (impluvi freschi e sponde fluviali) anche popolazioni a Salix nigricans, rappresentate, a livello subalpino, dalla var. alpicola. Le rare cenosi a Salix pentandra occupano pianori torbosi, anche a quote più basse. Considerando che non è stato previsto uno specifico codice per identificare le formazioni ad Alnus viridis, potrebbe essere accettabile che si identifichino con 4080 anche le alnete miste, subigrofile e ricche di salici.

Specie vegetali tipiche

Dominanti:

Salix breviserrata, S. foetida (NT), S. glabra, S. glaucosericea (VU), S. hastata, S. helvetica, S. mielichhoferi (NT), S. waldsteiniana. Più raramente anche: S. appendiculata, S. nigricans, S. pentandra (VU).

Caratteristiche:

le stesse, Salix caesia (CR), Salix laggeri (VU).

Altre:

Adenostyles alliariae, Adenostyles glabra, Alchemilla sp. div., Alnus viridis, Calamagrostis varia, Caltha palustris, Carex ferruginea, Cirsium heterophyllum, Deschampsia caespitosa, Epilobium fleischeri, Homogyne alpina, Juniperus nana, Lonicera caerulea, Petasites paradoxus, Pinus mugo, Poa nemoralis, Rhododendron ferrugineum, Rhododendron hirsutum, Saxifraga rotundifolia, Saxifraga stellaris, Trollius europaeus, Vaccinium myrtillus, Viola biflora.

Distribuzione in provincia

Poiché il manuale europeo, nella versione del 1999, non contemplava per questo codice le formazioni a salici dell’arco alpino (ma solo quelle nordiche), l’habitat non era stato inizialmente censito per il Trentino. Non v’è dubbio che possa essere considerato presente nella maggioranza dei SIC alpini.

Dinamismo naturale

Tutti i saliceti, espressione giovanile del paesaggio alpino, sono comunità pioniere, subigrofile, che possono essere relativamente stabili per il persistere dei fattori ecologici che hanno favorito la loro affermazione. Se il suolo può maturare, infatti, subiscono la concorrenza di specie più esigenti.

Note ed osservazioni

Il manuale di interpretazione, nella versione del 1999, come suaccennato, limitava questo habitat alle montagne dell’Europa boreale. Molto opportunamente, quello più recente del 2003, accenna alla presenza del tipo anche nell’arco alpino in cui esistono specie di salici, appartenenti agli stessi gruppi (Salix lapponum, S. myrsinites, S. arbuscula).  Risulta quindi possibile recuperare habitat di elevata valenza bioecologica e fitogeografica, espressione di elevata naturalità e quindi pienamente rispondenti alle finalità che hanno ispirato la Rete Natura 2000.

Vulnerabilità e indicazioni gestionali

I fenomeni naturali che modificano la morfologia di dettaglio del territorio non dovrebbero essere ostacolati con bonifiche, drenaggi, captazioni, arginature, costruzione di strade. Il pascolo può rivelarsi dannoso se intensivo. Gli interventi che, senza sconvolgere il sito, contribuiscono a ritardare l’evoluzione del suolo possono favorire la permanenza e la conservazione dei saliceti.