Le aree protette del Trentino

Rete Natura 2000, parchi & riserve naturali

Rete Natura 2000

* Sorgenti petrificanti con formazione di travertino (Cratoneurion)

  • * Kalktuffquellen (Cratoneurion)
  • * Petrifying springs with tufa formation (Cratoneurion)
Rupi stillicidiose con travertino nella Forra di Santa Giustina
Forra di Santa Giustina - ph A. Agostini
Cod. Habitat Natura 2000

7220

Caratteristiche generali dell'habitat

Habitat prioritario che include comunità vegetali, a netta dominanza di briofite, che popolano sorgenti di acque dure in cui si osserva attiva formazione di tufo o travertino. In genere si tratta di superficie ridotte, spesso difficilmente cartografabili, ma la cui tutela richiede una protezione anche degli ambienti circostanti, in particolare del sistema idrogeologico.

Variabilità, contatti e criteri interpretativi

Nel caso di questo habitat i parametri di tipo fisico e geomorfologico sono più evidenti e significativi di quelli di carattere floristico. La corrispondenza con associazioni del Cratoneurion commutati è esplicitamente rammentata nel manuale. Lo stesso manuale segnala che questo habitat può formare complessi con torbiere di transizione, paludi, vegetazione casmofitica di ambienti freddi e umidi, brughiere e praterie calcaree. Si ritiene, inoltre, di poter associare a questo codice gli ambienti di stillicidio in cui la formazione di travertino, risulti evidente. A quote basse e in ambiti relativamente termofili, spiccano comunità a capelvenere (Adiantum capillus-veneris), specie non espressamente nominata dal manuale tra quelle guida, ma nelle quali si annoverano, peraltro, diverse briofite (Eucladium verticillatum in particolare) che di norma vi si associano. Esse occupano sia anfratti rocciosi che i margini di cascatelle con evidenti formazioni di travertino, di regola favorite da esposizioni soleggiate.
La possibilità di riferire gli ambienti sorgentizi al codice 7160, previsto dal manuale e che interessa l’area scandinava, è stata finora esclusa su base fitogeografica, ma va segnalato che accogliendo in modo estensivo la raccomandazione del manuale (pag 5 della versione EUR25), si tratterebbe di un’ipotesi da non escludere a priori e che risolverebbe una delle più evidenti lacune contenute nell’allegato 1.

Specie vegetali tipiche

Dominanti:

Cratoneron commutatum, Philonotis sp.

Caratteristiche:

Arabis soyeri, Pinguicula alpina.

Altre:

Adiantum capillus-veneris, Agrostis stolonifera, Epilobium alsinifolium, Juncus triglumis, Pinguicula leptoceras, Pinguicula vulgaris, Saxifraga aizoides. Importanti altre briofite.

Distribuzione in provincia

Habitat identificato in 8 siti: Forra di S. Giustina, Monte Brento, Servis, Val di Tovel, Adige, Stagni della Vela-Soprassasso, Becco della Palua, Selva di Ega. Altre stazioni, puntiformi, sono esterne ai SIC.

Dinamismo naturale

In assenza di perturbazioni o di significative variazioni di tipo climatico, l’habitat va considerato abbastanza stabile e lungamente durevole. L’eventuale ingresso di altre fanerogame potrebbe essere favorito solo da apprezzabili riduzioni dell’apporto idrico.

Note ed osservazioni

La Direttiva Habitat ha individuato come prioritario questo tipo di ambiente che sembra apprezzabile più per i valori paesaggistici che per quelli biogeografici. Come già rilevato per 7210, sarebbe auspicabile un’interpretazione più estensiva che, pur lasciando alle situazioni con formazioni di tufo e travertino, il privilegio della priorità, consenta di inserire in 7220 tutte le comunità di sorgente (classe Montio-Cardaminetea), su qualunque tipo di substrato, comprendendo, quindi, anche quelli silicatici. In tale prospettiva si ritiene che nell’ambito di sorgenti che abbiano le caratteristiche per poter essere attribuite a 7220, si possa cartografare con questo codice l’intero complesso sorgentizio e non solo la parte travertinizzata.

Vulnerabilità e indicazioni gestionali

Come tutte le aree sorgentizie, il rischio maggiore è rappresentato da captazioni e intercettazioni della falda acquifera, eventualmente causate da escavazioni e nuova viabilità. Il pascolo di transito, nel caso le sorgenti siano utilizzate per l’abbeverata, può determinare impoverimento e banalizzazione della flora.