Le aree protette del Trentino

Rete Natura 2000, parchi & riserve naturali

Rete Natura 2000

Faggeti dell’Asperulo-Fagetum

  • Waldmeister-Buchenwald (Asperulo-Fagetum)
  • Asperulo-Fagetum beech forests
Abetina con rinnovazione di faggio sul Monte Ust a Lavarone
Abetina con rinnovazione di faggio sul Monte Ust a Lavarone - ph L. Sottovia
Cod. Habitat Natura 2000

9130

Caratteristiche generali dell'habitat

Questo habitat comprende le faggete fertili dei suoli a reazione neutra (o quasi), con humus dolce di tipo mull, pure o miste con conifere (soprattutto nella fascia montana più elevata). Esse sono distribuite nell’Europa centrale e atlantica e sono caratterizzate da uno strato erbaceo ricco di specie.

Variabilità, contatti e criteri interpretativi

Il tipo include le faggete montane tipiche, riferibili ai diversi consorzi dell’Asperulo-Fagion. La mancanza di uno specifico codice per i boschi a prevalenza di abete bianco, molto importanti, anche ecologicamente, nelle Alpi sudorientali, induce a classificare in 9130 anche gli abieteti purché in essi la componente fagetale (lo stesso faggio ma anche il suo corredo) sia ben rappresentata. Gli abieteti con forte componente di abete rosso (i cosiddetti piceo-abieteti) saranno invece riferiti a 9410. Il problema non è marginale soprattutto per gli abieteti carbonatici (Adenostylo glabrae-Abietetum) che potrebbero quindi confluire in due habitat diversi a seconda della prevalenza della componente fagetale oppure delle conifere. In parte ciò vale anche per gli abieteti dei substrati silicatici che, peraltro, tendono più decisamente verso 9410. Il sottobosco di queste faggete è spesso ricco di felci, dentarie e altre specie indicatrici di buona fertilità e non mancano, nelle situazioni più fresche, transizioni vero 9180.

Specie vegetali tipiche

Dominanti:

Abies alba, Fagus sylvatica, Picea abies.

Caratteristiche:

Actaea spicata, Allium ursinum, Anemone nemorosa, Aruncus dioicus, Circaea alpina, Dentaria enneaphyllos, Dentaria pentaphyllos, Festuca altissima, Galium odoratum, Impatiens noli-tangere, Lamiastrum flavidum, Melica uniflora, Petasites albus.

Altre:

Acer pseudoplatanus, Adenostyles glabra, Anemone trifolia, Aremonia agrimonioides, Athyrium filix-femina, Carex sylvatica, Cystopteris sudetica (VU), Dryopteris dilatata, Dryopteris filix-mas, Galium aristatum, Geranium robertianum, Geranium sylvaticum, Gymnocarpium dryopteris, Hieracium murorum, Laburnum alpinum, Lathyrus vernus, Lilium martagon, Lonicera alpigena, Lonicera nigra, Lonicera xylosteum, Luzula nivea, Mercurialis perennis, Milium effusum, Mycelis muralis, Oxalis acetosella, Paris quadrifolia, Phyteuma spicatum, Polygonatum verticillatum, Polystichum aculeatum, Prenanthes purpurea, Pulmonaria officinalis, Ranunculus lanuginosus, Ranunculus platanifolius, Rubus idaeus, Sanicula europaea, Saxifraga rotundifolia, Scilla bifolia (NT), Senecio ovatus, Sorbus aucuparia, Thalictrum aquilegiifolium, Trochiscantes nodiflora (NT)Vaccinium myrtillus, Valeriana tripteris, Veronica urticifolia, Viola riviniana.

Distribuzione in provincia

Habitat tra i più diffusi nel territorio provinciale, con elevate superfici.

Dinamismo naturale

Tipo climatogeno e dotato, quindi, di elevata stabilità, almeno nelle situazioni ben conservate. In tempi lunghi, dell’ordine dei secoli, nei boschi misti della fascia montana, si possono verificare successioni in cui la specie dominante si alterna.

Note ed osservazioni

L’areale potenziale è stato presumibilmente ridotto dalla tradizione selvicolturale che ha favorito conifere (con impianti e rimboschimenti) o, in passato, per la creazione di aree prative (oggi certamente importanti da conservare). Si osservano in diversi siti, cenosi con abete rosso e pino silvestre ancora dominanti ma con faggio in rapida affermazione.

Vulnerabilità e indicazioni gestionali

Le faggete possono essere gestite sia a ceduo che a fustaia. La struttura del bosco è indubbiamente migliore, e più prossima alla naturalità, nelle fustaie, mentre la diversità floristica vascolare è spesso maggiore nei cedui. Più che le faggete pure sono molto importanti, anche per gli aspetti paesaggistici, i boschi misti con abete bianco, spesso i migliori in assoluto della fascia montana. Trattandosi di boschi fertili e pregiati, essi sono di norma gestiti attraverso piani di assestamento. Sarebbe importante, specialmente all’interno di SIC, prevedere aree di riserva naturale nelle quali verificare la complessità del bosco e la sua naturale evoluzione. In ogni caso, si tratta di ambienti di rilevante valenza paesaggistica. Nel caso dei boschi misti con abete bianco, il tipo di utilizzazione condiziona la composizione delle specie arboree, ad esempio le scoperture eccessive della chioma arborea possono favorire l’abete rosso a scapito dell’abete bianco.