Le aree protette del Trentino

Rete Natura 2000, parchi & riserve naturali

Rete Natura 2000

Foreste di Castanea sativa

  • Kastanienwälder
  • Castanea sativa woods
Castagneto in Val di Cembra
Castagneto in Val di Cembra - ph Servizio Foreste e Fauna
Cod. Habitat Natura 2000

9260

Caratteristiche generali dell'habitat

La descrizione del manuale è essenziale. Foreste supramediterranee e submediterranee dominate da Castanea sativa, e vecchie piantagioni stabilizzate con sottobosco seminaturale.

Variabilità, contatti e criteri interpretativi

Notoriamente il castagno è stato diffuso artificialmente, ma è ormai certo che la sua presenza, in aree submediterranee fresche dei substrati silicei, data da millenni. Con questo codice possono essere identificati tutti i castagneti, indipendentemente dal tipo forestale o di syntaxa fitosciologico. Anche i vecchi castagneti da frutto, la cui importanza è spesso estetico-paesaggistica, purché con sottobosco in buone condizioni, possono essere riferiti a questo codice. I boschi di castagno sono spesso a contatto di altri boschi misti di latifoglie, soprattutto con cenosi del Carpinion, o, in modo ottimale, con rovere e tiglio in comunità del Quercion robori-petraeae. Frequenti anche i contatti con le faggete submontane.
Nell’ambito dei castagneti (spesso solo “ex”) da frutto si sottolinea, nella situazione trentina, l’interesse anche floristico di castagneti radi che albergano lembi di prateria magra. In essi sono incluse diverse entità di lista rossa minacciate e rappresentano, quindi, un habitat di importanza ecologica e non solo paesaggistica.

Specie vegetali tipiche

Dominanti:

Castanea sativa, Quercus petraea, Tilia cordata, Vaccinium myrtillus.

Caratteristiche:

Calamagrostis arundinacea, Carex pilulifera, Hieracium racemosum, Hieracium sabaudum, Lathyrus linifolius, Lathyrus niger, Luzula luzuloides, Melampyrum pratense, Vaccinium vitis-idaea.

Altre:

Acer pseudoplatanus, Avenella flexuosa, Betula pendula, Campanula cervicaria (EN), Carpesium cernuum (VU), Corylus avellana, Euonymus europaeus, Fagus sylvatica, Frangula alnus, Fraxinus excelsior, Fraxinus ornus, Orchis pallens (EN), Ostrya carpinifolia, Populus tremula, Prunus avium, Pteridium aquilinum, Quercus cerris, Quercus pubescens, Robinia pseudacacia, Salvia glutinosa, Solidago virgaurea, Sorbus aria, Symphytum tuberosum (NT), Trifolium ochroleucon (NT).

Distribuzione in provincia

I castagneti sono rappresentati in alcuni SIC del Trentino, pur con limitata superficie. Essi sono proporzionalmente assai più diffusi all’esterno delle aree inserite in Rete Natura 2000, scelta opportuna considerando che i castagneti sono spesso il risultato di una diffusione antropica.

Dinamismo naturale

I castagneti, come già segnalato, sono spesso il prodotto di un intervento artificiale. Essi mostrano comunque la loro potenzialità e spesso è possibile riconoscere il tipo potenziale sul quale sono impostati. Su ostrio-querceto quelli dei suoli xerici, su carpineto o faggeta submontana quelli dei suoli mesici, su aceri-frassineti quelli con frassino, diffusi in ambienti di forra o su suoli umidi. I castagneti più prossimo-naturali sono quelli dei substrati silicatici in cui la specie guida è la rovere.

Note ed osservazioni

L’eventuale naturalità di boschi di castagno in Trentino non va esclusa a priori e meriterebbe approfondimenti. In ogni caso vi sono aspetti di rilevante pregio paesistico. Notevoli le fioriture di geofite. Non va trascurato il suo valore economico per i diversi prodotti che fornisce, dai frutti sempre pregiati al legno per paleria.

Vulnerabilità e indicazioni gestionali

Il castagneto chiuso, governato a ceduo, è scarsamente vulnerabile ma per essere mantenuto in efficienza richiede di non essere abbandonato, altrimenti subisce gli attacchi dei parassiti. Le stazioni migliori sono state utilizzate per sostituirle con colture specializzate. L’utilizzo a ceduo favorisce la vigoria dei polloni mentre interventi ripetuti ed eccessive scoperture favoriscono la robinia. Con l’invecchiamento perde in vitalità. Assai più vulnerabili sono i castagneti da frutto, radi e con lembi di prateria magra, che necessitano di cure colturali costanti. Per il recupero di quelli abbandonati da qualche tempo è necessario provvedere all’eliminazione delle specie concorrenti (soprattutto faggio e abete rosso).