Le aree protette del Trentino

Rete Natura 2000, parchi & riserve naturali

Rete Natura 2000 - Valutazione di Incidenza

Processo logico

Guida metodologica alla Valutazione di piani e progetti aventi incidenza significativa

Il percorso logico della valutazione d'incidenza è illustrato nella guida metodologica "Assessment of plans and projects significantly affecting Natura 2000 sites. Methodological guidance on the provisions of Article 6 (3) and (4) of the Habitats Directive 92/43/EEC".

La guida è disponibile in una traduzione italiana, non ufficiale, curata dall'Ufficio Stampa e dalla Direzione regionale dell'ambiente Servizio VIA - Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

Gestione del sito

In primo luogo si verifica se il piano/progetto è direttamente connesso o necessario alla gestione del sito, ovvero, se riguarda misure che sono state concepite unicamente per la gestione ai fini della conservazione.

Nel caso in cui il piano/progetto abbia tale unica finalità la valutazione d'incidenza non è necessaria. Nel caso in cui invece si tratti di piani o progetti di gestione del sito integrati ad altri piani di sviluppo, la componente non direttamente legata alla gestione deve comunque essere oggetto di una valutazione.

Può infine verificarsi il caso in cui un piano/progetto direttamente connesso o necessario per la gestione di un sito possa avere effetti su un altro sito: in tal caso si deve comunque procedere ad una valutazione d'incidenza relativamente al sito interessato da tali effetti.


Il PP è direttamente connesso o necessario alla gestione/conservazione del sito oppure appartiene a una delle tipologie della delibera?

Valutazione della significatività dei possibili effetti

Obiettivo della fase di screening è quello di verificare la possibilità che dalla realizzazione di un piano/progetto, non direttamente connesso o necessario alla gestione di un sito Natura 2000, derivino effetti significativi sugli obiettivi di conservazione del sito stesso.

Alcuni progetti molto semplici (es. ristrutturazioni o altro) possono essere giudicati con buona certezza non significativi secondo le indicazioni dell'Allegato A della D.G.P. 2 ottobre 2009, n. 2348.

Per gli interventi che non possono essere con buona certezza giudicati fin da subito non significativi, si deve procedere alla valutazione della significatività dell'incidenza. È quindi necessaria una riflessione ad hoc, sulla base dei parametri dell'intervento progettato, delle caratteristiche del sito potenzialmente impattato, degli obiettivi di conservazione.

Può essere richiesta al Servizio Conservazione della Natura e Valorizzazione Ambientale la verifica preventiva. La richiesta deve essere accompagnata in questo caso da una relazione contenente le indicazioni idonee a comprendere a natura delle interazioni fra i parametri del piano/progetto e le caratteristiche del sito e che attesti la non significatività dell'incidenza sugli obiettivi di conservazione del sito.

Per valutare la significatività dell'incidenza dovuta possono essere usati alcuni indicatori chiave quali, ad esempio:

  • perdita di aree di habitat (%)
  • frammentazione (a termine o permanente, livello in relazione all'entità originale)
  • perturbazione (a termine o permanente, distanza dal sito)
  • cambiamenti negli elementi principali del sito (ad es. risorse idriche, qualità dell'acqua)

La valutazione viene svolta in base al principio di precauzione per cui se non si può escludere che vi siano effetti negativi si procede resumendo che vi saranno, passando quindi alla fase di analisi vera e propria dell'incidenza.


Il PP può avere un effetto significativo su habitat e specie del sito?
Il PP inciderànegativamente sull'integrità del sito?

Domanda di Valutazione di Incidenza

Le competenze e gli iter procedurali per esperire la valutazione di incidenza sono normate per il territorio provinciale dalla L.P. 11/2007 e regolamento attuativo D.P.P. 3 novembre 2008, n. 50-157/Leg .

Il proponente presenta al Servizio Conservazione della Natura e Valorizzazione Ambientale la domanda di valutazione di incidenza, redatta in conformità al modello previsto dall'allegato A, accompagnata dalla relazione di incidenza con eventuali elaborati tecnici di progetto. La relazione deve essere sottoscritta da un professionista laureato in discipline ambientali o forestali ed abilitato ai sensi della vigente normativa, utilizzando il modello previsto dall'allegato C.

La presentazione della domanda è resa pubblica a cura del proponente mediante avviso all'albo del comune o dei comuni territorialmente interessati, per un periodo di quindici giorni; entro il quindicesimo giorno successivo all'ultimo di pubblicazione, gli interessati possono presentare osservazioni alla struttura provinciale competente.

Il procedimento di valutazione si conclude con l'adozione del provvedimento da parte della struttura provinciale competente entro i sessanta giorni successivi alla data di presentazione della domanda di valutazione di incidenza. Il provvedimento della struttura provinciale competente, contenente la valutazione d'incidenza, è comunicato al proponente ed ha efficacia per cinque anni dalla data del suo rilascio.

Qualora la valutazione di incidenza sui progetti dia luogo a conclusioni negative, il superamento di tali esiti può essere deciso esclusivamente dalla Giunta provinciale, su richiesta del soggetto interessato, nel rispetto dei criteri e dei limiti stabiliti dall'articolo 6, paragrafo 4,della direttiva 92/43/CEE: vedi Valutazione di Incidenza negativa.

Relazione di incidenza e mitigazioni

Un punto importante nella redazione della relazione di incidenza è l'analisi delle possibili misure di mitigazione, che hanno lo scopo di ridurre al minimo o addirittura eliminare gli effetti negativi di un piano/progetto (in fase di cantiere, di esercizio e di eventuale smantellamento).

Vengono quindi progettate in modo mirato una volta individuati gli effetti negativi del piano/progetto e chiarito quale sia l'incidenza sugli obiettivi di conservazione del sito. Esse possono essere imposte dalle autorità competenti, ma è preferibile che siano i proponenti stessi a individuarle nell'ambito della progettazione.

Le misure di mitigazione possono riguardare, ad esempio:

  • tempi di realizzazione (ad es. in considerazione della stagione di riproduzione di una determinata specie);
  • metodologie di intervento (ad es. l'uso di una draga speciale ad una distanza stabilita dalla riva per non incidere su un habitat fragile);
  • materiali (ad es. uso di specie vegetali autoctone o di comunità vegetali pioniere successionali correlate dinamicamente con la vegetazione naturale potenziale)
  • spazi (ad es. individuazione di zone rigorosamente non accessibili all'interno di un sito);

Ogni misura di mitigazione deve essere accuratamente documentata in una relazione e descritta illustrando:

  • come essa possa ridurre/eliminare gli effetti negativi e quali siano le probabilità di successo,
  • le modalità di realizzazione,
  • la tempistica in relazione alle fasi del piano o del progetto,

È opportuno sottolineare che le misure di mitigazione sono concettualmente diverse dalle misure di compensazione, volte a garantire la continuità del contributo funzionale di un sito alla conservazione di habitat/specie nella regione biogeografica interessata.

Misure di mitigazione ben realizzate limitano la portata delle misure compensative eventualmente necessarie, in quanto riducono gli effetti negativi che necessitano di compensazione.


Esistono mitigazioni in grado di eliminare gli effetti negativi o renderli non significativi?

Domanda di Verifica Preventiva

Si può affermare sulla base dei dati di progetto che non ci sarà incidenza?
(Verifica a cura dell'Amministrazione provinciale)

Analisi di soluzioni alternative

Qualora permangano gli effetti negativi sull'integrità del sito, nonostante le misure di mitigazione, occorre stabilire se vi siano soluzioni alternative attuabili. Per fare ciò è fondamentale partire dalla considerazione degli obiettivi che s'intendono raggiungere con la realizzazione del piano/progetto.

Identificazione delle alternative
è compito dell'autorità competente esaminare le eventuali soluzioni alternative (compresa l'opzione 'zero'), basandosi sia sulle informazioni fornite dal proponente del piano/progetto (che provvederà a descrivere le alternative considerate e le motivazioni), ma anche su altre fonti.
Le soluzioni alternative possono tradursi, ad esempio, nelle seguenti forme:

  • ubicazione/percorsi alternativi (tracciati diversi, nel caso di interventi a sviluppo lineare);
  • dimensioni o impostazioni di sviluppo alternative;
  • metodi di costruzione alternativi;
  • mezzi diversi per il raggiungimento degli obiettivi;
  • modalità operative diverse;
  • modalità di dismissione diverse;
  • diversa programmazione delle scadenze temporali.

Valutazione delle soluzioni alternative
Ciascuna delle possibili soluzioni alternative individuate viene sottoposta alla procedura di valutazione dell'incidenza sull'integrità del sito. Completata questa analisi è possibile stabilire con ragionevole certezza se tali soluzioni riescono ad annullare tutti gli effetti con incidenza negativa sugli obiettivi di conservazione del sito.

Nel caso in cui non esistano soluzioni che ottengano i risultati desiderati, si valutano i motivi per i quali l'opera deve essere necessariamente realizzata (socioeconomici,di salute/sicurezza pubblica ecc) e si procede all'individuazione di misure compensative.


Esistono alternative?