Le aree protette del Trentino

Rete Natura 2000, parchi & riserve naturali

Rete Natura 2000 - La Valutazione di Incidenza

Valutazione di incidenza negativa

 

Motivi imperativi di rilevante interesse pubblico

Dopo avere appurato che non esistono possibili soluzioni alternative, occorre considerare (a norma dell’ articolo 6, paragrafo 4 della direttiva Habitat) se sono in essere motivi imperativi di rilevante interesse pubblico.

Ciò va determinato in base alle considerazioni seguenti:

a) l’interesse pubblico deve essere rilevante:
Non tutti i tipi di interesse pubblico, di natura sociale o economica, sono sufficienti, in particolare se contrapposti al peso particolare degli interessi tutelati dalla direttiva

b) deve trattarsi di un interesse a lungo termine:
E’ ragionevole assumere, in questo contesto, che l’interesse pubblico possa essere rilevante se si tratta di un interesse a lungo termine; gli interessi economici a breve termine o altri interessi che apporterebbero soltanto benefici a breve termine per la società non sembrano sufficienti per superare in importanza gli interessi di conservazione a lungo termine tutelati dalla direttiva.

c) devono riferirsi a condizioni di necessità
E’ ragionevole considerare che i motivi imperativi di rilevante interesse pubblico, inclusi i motivi di natura sociale o economica, si riferiscono a situazioni dove i piani o progetti previsti risultano essere indispensabili:

  • nel quadro di azioni o politiche volte a tutelare i valori fondamentali per la vita dei cittadini (salute, sicurezza, ambiente);
  • nel quadro di politiche fondamentali per lo Stato e la società;
  • nel quadro della realizzazione di attività di natura economica o sociale rispondenti ad obblighi specifici di servizio pubblico.

I casi modello rivelano che alcune condizioni possono essere incluse nei motivi imperativi di rilevante interesse pubblico, a condizione di essere adeguatamente documentate:

  • progetti o piani per i quali esiste una necessità pubblica o ambientale dimostrabile;
  • progetti o piani mirati specificatamente al miglioramento della salute e/o sicurezza pubblica;
  • progetti o piani mirati specificatamente a tutelare la vita umana e i terreni.

È opportuno osservare che tali condizioni devono essere rilevanti, nel senso di essere superiori all’interesse generale di mantenimento dello stato di conservazione di un sito e rispondenti ad un interesse a lungo termine
Quindi i progetti o piani che rientrano interamente nella sfera d’interesse di società o individui non sono contemplati tra i motivi imperativi di rilevante interesse pubblico.

NB:
La valutazione definitiva della sussistenza di motivi imperativi di rilevante interesse pubblico rientra principalmente nei compiti delle autorità competenti.


Esistono motivi imperativi di rilevante interesse pubblico?

Presenza di habitat o specie prioritarie

Valutata la sussistenza di motivi imperativi di rilevante interesse pubblico, inclusi motivi di natura sociale ed economica, le autorità competenti danno il loro accordo ai piani e progetti in questione, nonostante permangano effetti negativi sul sito, a condizione che l’equilibrio di interessi tra gli obiettivi di conservazione del sito e i motivi imperativi sopraccitati sia a favore di questi ultimi.

Nella valutazione va comunque considerata l’eventuale presenza di habitat/specie di interesse prioritario (art.6, comma 4 direttiva 92/43 CEE “Habitat”).

Gli habitat prioritari censiti finora nei SIC/ZPS del Trentino sono :


COD Descrizione
4070 Boscaglie di Pinus mugo e di Rhododendron hirsutum (Mugo-Rhododendretum hirsuti)
6110 Formazioni erbose calcicole rupicole o basofile dell'Alysso-Sedion albi
6210* Formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli su substrato calcareo (Festuco-Brometalia) (*stupenda fioritura di orchidee)
6230 Formazioni erbose a Nardus, ricche di specie, su substrato siliceo delle zone montane (e delle zone submontane dell'Europa continentale)
6240 Formazioni erbose sub-pannoniche
7110 Torbiere alte attive
7210 Paludi calcaree con Cladium mariscus e specie del Caricion davallianae
7220 Sorgenti pietrificanti con formazione di travertino (Cratoneurion)
7240 Formazioni pioniere alpine del Caricion bicoloris-atrofuscae
8160 Ghiaioni dell'Europa centrale calcarei di collina e montagna
8240 Pavimenti calcarei
9180 Foreste di versanti, ghiaioni e valloni del Tilio-Acerion
91D0 Torbiere boscose
91E0 Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-padion, Alnion incanae, Salicion albae)
91H0 Boschi pannonici di Quercus pubescens

Le specie prioritarie censite nei SIC/ZPS del Trentino sono le seguenti:


ID Nome Gruppo
470 Callimorpha (Euplagia) quadripunctaria I) Invertebrati
1620 Ursus arctos M) Mammiferi

Nessuna specie vegetale censita in Trentino risulta essere prioritaria.


Nel sito sono presenti specie/habitat prioritari?

Motivi di sicurezza, salute umana, benefici ambientali

Ai sensi dell’art.6, comma 4 della direttiva 92/43 CEE “Habitat”, nel caso in cui nei siti interessati da progetti o piani atti a provocare effetti negativi vi sia la presenza di habitat o specie di tipo prioritario, tali piani/progetti possono essere adottati soltanto se

  • connessi con la salute dell’uomo e/o la sicurezza pubblica
  • relativi a conseguenze positive di primaria importanza per l’ambiente.

Esistono motivi di sicurezza, salute umana, benefici ambientali?

Il PP può essere autorizzato.
Si devono adottare misure di compensazione.

Assenza di habitat/specie prioritari nel sito

Se non sono presenti habitat/specie prioritari, valutato l’equilibrio degli interessi in gioco, l’autorità competente (il Presidente della Giunta Provinciale, come indicato dall’art 9, comma 12 della LP 10/2004) può autorizzare il piano/progetto, dandone successiva comunicazione al Ministero per l’ambiente e tutela del territorio.

In ogni caso vengono stabilite necessariamente adeguate misure di compensazione che garantiscano la coerenza globale della rete Natura 2000 (art. 6, comma 9, DPR 120/2003).

Parere della Commissione Europea

È possibile in determinati casi, previo parere della Commissione, considerare altri motivi imperativi di rilevante interesse pubblico oltre a quelli di salute/sicurezza pubblica/importanti benefici ambientali, previsti in caso di presenza nel sito di habitat/specie prioritari.

Il parere della Commissione viene richiesto dall’Autorità competente, in Trentino dal Presidente della Giunta Provinciale (art 9, comma 12 LP 10/2004).

In ogni caso vengono stabilite necessariamente adeguate misure di compensazione che garantiscano la coerenza globale della rete Natura 2000 (art. 6, comma 9, DPR 120/2003).


Se il PP viene autorizzato si devono adottare misure di compensazione

Misure di compensazione

Individuazione di misure di compensazione

Le misure di compensazione rappresentano l'ultima risorsa per limitare al massimo l'incidenza negativa sull'integrità del sito derivante dalla realizzazione del progetto o piano, giustificato da motivi rilevanti di interesse pubblico.
L'art. 6 della direttiva Habitat (recepito dall'art. 6, comma 9 del DPR 120/2003) prevede che lo l'Amministrazione competente adotti ogni misura compensativa necessaria per garantire che la coerenza globale della rete Natura 2000 sia tutelata.
Tali misure sono finalizzate a garantire la continuità del contributo funzionale di un sito alla conservazione di uno o piú habitat o specie nella regione biogeografica interessata, è dunque fondamentale che il loro effetto si manifesti prima che la realizzazione del piano o del progetto abbia influenzato in modo irreversibile la coerenza della rete ecologica.

Le misure di compensazione possono, ad esempio, connotarsi nel modo seguente:

  • ripristino dell'habitat nel rispetto degli obiettivi di conservazione del sito;
  • creazione di un nuovo habitat, in proporzione a quello che sarà perso, su un sito nuovo o ampliando quello esistente;
  • miglioramento dell'habitat rimanente in misura proporzionale alla perdita dovuta al piano/progetto;
  • individuazione e proposta di un nuovo sito (caso limite).
  • Misure attinenti la conservazione delle specie e dei loro habitat

Le misure di compensazione sono considerate efficaci quando bilanciano gli effetti con incidenza negativa indotti dalla realizzazione del progetto o del piano e devono essere attuate il piú vicino possibile alla zona interessata dal piano o progetto che produrrà gli effetti negativi.

Inoltre, le misure di compensazione devono essere monitorate con continuità per verificare la loro efficacia a lungo termine per il raggiungimento degli obiettivi di conservazione previsti e per provvedere all'eventuale loro adeguamento.

Informazione della Commissione EU

Tramite ministero dell'ambiente