Le aree protette del Trentino

Rete Natura 2000, parchi & riserve naturali

Normativa

Reg.delib.n. 2451 del 03.10.03 Prot. n. de029-03

VERBALE DI DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA PROVINCIALE

OGGETTO:

Modifica della deliberazione della Giunta Provinciale n. 282 di data 18.01.1994: "Individuazione del biotopo di interesse provinciale denominato Foci dell'Avisio ai sensi della Legge Provinciale 23 giugno 1986 n. 14 e s.m. norme per la salvaguardia dei biotopi di rilevante interesse ambientale, culturale e scientifico".

Il giorno 03 Ottobre 2003 ad ore 09:10 nella sala delle Sedute

in seguito a convocazione disposta con avviso agli assessori, si è riunita

LA GIUNTA PROVINCIALE

sotto la presidenza del PRESIDENTE Lorenzo Dellai

Presenti: ASSESSORE SOSTITUTO Roberto Pinter ASSESSORI EFFETTIVI Remo Andreolli Marco Benedetti Oliva Berasi Silvano Grisenti Mauro Leveghi Claudio Molinari Sergio Muraro Dario Pallaoro

Assenti: Mario Magnani

Assiste: IL DIRIGENTE Marco Moreschini

Il Presidente, constatato il numero legale degli intervenuti, dichiara aperta la seduta

Il Relatore comunica,

Con deliberazione n. 282 dd. 18.01.1994 la Giunta provinciale ha provveduto all'individuazione del biotopo denominato "Foci dell'Avisio", ai sensi dell'art. 5 della L.P. 23.06.1986 n. 14 e s.m. - Norme per la salvaguardia dei biotopi di rilevante interesse ambientale, culturale e scientifico.

Il biotopo è costituito dalle foci del torrente Avisio che risultano oggi fortemente degradate anche in conseguenza delle attività economiche presenti e della diminuzione della portata del torrente. In un ambiente quale quello del fondovalle dell'Adige - per gran parte occupato da insediamenti urbani e dove la superficie boscata è praticamente inesistente, ovunque sostituita dalle colture agricole - l'area del biotopo è importante soprattutto per le elevate potenzialità ambientali connesse alle possibilità di recupero delle caratteristiche e delle funzioni dell'ecosistema fluviale.

L'obiettivo di recuperare l'area ha molteplici motivazioni; principalmente quella di creare un'oasi per l'avifauna - posto che la foce dell'Avisio costituisce un fondamentale punto di sosta per i flussi migratori dal nord Europa -; ma anche quella di accentuare il suo valore paesaggistico nel contesto antropizzato e le sue potenzialità culturali e scientifiche.

La grande importanza del sito è confermata dalle indagini naturalistiche eseguite che attribuiscono al biotopo Foci dell’Avisio un valore molto elevato dell’indice ornitologico.

Il biotopo Foci dell'Avisio, inoltre, per la sua ubicazione - prossima al capoluogo al quale è collegato anche dalla pista ciclabile - e per le sue caratteristiche intrinseche, rappresenta un'area di grande valore anche sotto il profilo della possibile fruizione didattico - culturale. Non a caso il Servizio Parchi e Conservazione della Natura in questi anni ha eseguito una serie di interventi che di seguito si riassumono brevemente: realizzazione di una stazione permanente di inanellamento, in collaborazione con il Museo tridentino di Scienze naturali; realizzazione di due stagni finalizzati alla creazione di un habitat idoneo alla sosta e allo svernamento dell'avifauna acquatica, uno dei quali attrezzato per l'osservazione ornitologica; realizzazione di una base attrezzata per lo svolgimento di attività didattiche a favore delle scuole a supporto dei programmi di educazione ambientale specifici proposti dal Servizio.

All'interno del biotopo sono ubicati alcuni insediamenti produttivi di deposito e lavorazione inerti insediatisi precedentemente all'istituzione dell'area protetta.

La delibera citata, prendendo atto della presenza di tali impianti, include tra le attività consentite "la prosecuzione delle attività di lavorazione degli inerti, sulle superfici attualmente interessate, fino alla scadenza o alla revoca della concessione rilasciata dal Servizio Opere Idrauliche".

Ancorchè accorpati in due poli, uno sul territorio del Comune di Lavis ed uno su quello di Trento, essi determinano in tutta evidenza una considerevole turbativa sia in termini di inquinamento acustico e atmosferico (polveri) sia in termini di impatto visivo ed "emozionale" derivante dall'ardua compatibilità di queste attività con l'idea stessa di area protetta.

L’area protetta acquisterebbe, evidentemente, maggiore significato qualora, in luogo degli insediamenti produttivi, si potesse procedere alla graduale riqualificazione ambientale delle aree occupate dalle attività di lavorazione degli inerti, secondo metodiche già collaudate con successo in numerosi altri biotopi provinciali.

Pur con queste premesse, alla scadenza di alcune delle concessioni di cui sopra, avuto riguardo della dimensione economica delle attività in essere, dei relativi risvolti occupazionali e delle oggettive difficoltà connesse al reperimento di aree alternative si considerò che non ci fossero pregiudiziali urgenti tali da imporre l'immediato sgombero delle aree di cui sopra, ai sensi dell'art. 5 della L.P. 14/86.

Pertanto, con Delibera n. 4046 del 17-04-1998 veniva modificata la delibera n. 282 dd. 18.01.1994, prevedendo che, alla scadenza delle relative concessioni rilasciate dal Servizio Opere idrauliche, le medesime potessero essere rinnovate di volta in volta per un periodo massimo di un anno, previo parere del Servizio Parchi e Conservazione della Natura.

Parallelamente, allo scopo di porre le premesse per una graduale dismissione delle aree, non eccessivamente gravosa sotto il profilo socio-economico, la delibera di cui sopra inseriva la clausola per la quale "detta concessione non può essere rilasciata a ditte o soggetti diversi dai titolari delle concessioni risultanti alla data del 31.12.96" e di escludere la possibilità di subconcessione. Veniva sancita, inoltre, la facoltà dell'Amministrazione provinciale di revocare la concessione per qualsiasi motivo, e in particolare per dare attuazione a progetti di ripristino naturalistico, previa comunicazione scritta con un preavviso di almeno sei mesi."

Con nota del 29 novembre del 2002 il Comune di Lavis porta a conoscenza l’amministrazione provinciale dell’individuazione all’interno del nuovo PRG di un’ampia zona in località Formiche destinata esclusivamente alle lavorazioni di inerti, sulla quale potrebbero venire trasferite le lavorazioni inerti presenti nel greto del torrente Avisio in C.C. Lavis.

Inoltre, prendendo in considerazione l’aspetto idraulico, si rileva che da tempo è venuta meno la ragione originaria della presenza delle ditte concessionarie all'interno delle opere di difesa del torrente Avisio che, nel passato, trovava giustificazione nella lavorazione in loco del materiale litico estratto dal torrente, e che nel contempo, tale presenza crea una situazione di rischio dal punto di vista idrogeologico e della sicurezza nei confronti degli eventi di piena.

Pertanto, in considerazione di quanto sopra esposto, si rileva l’esigenza di una restituzione delle aree alla piena fruibilità da parte del demanio idrico.

In particolare si vuole porre le premesse per realizzare lo sgombero entro il 31 dicembre 2007 delle lavorazioni inerti presenti all’interno del biotopo in C.C. Lavis, dando il tempo necessario per l’approntamento dell’area alternativa, per il trasferimento dell’attività e per il ripristino dell’area dismessa. Per quanto riguarda le attività di deposito inerti situate in C.C. Trento si procederà gradualmente alla riduzione delle superfici e dei volumi interessati fino alla completa dismissione e ripristino dell’area data in concessione.

Tutto ciò premesso,

LA GIUNTA PROVINCIALE

- udita la relazione,

vista la L.P. 23 giugno 1986, n. 14 e s.m., vista la L.P. 8 luglio 1976, n. 18 e s.m., - vista la delibera della Giunta provinciale n. 282 dd.18 gennaio 1994 e sue modifiche;

- visti gli atti citati in premessa,

- ad unanimità di voti espressi nelle forme di legge,

delibera

1. di modificare la propria precedente deliberazione n. 282 dd. 18 gennaio 1994, modificata con delibera n. 4046 dd. 17.04.1998 - Individuazione del biotopo di interesse provinciale denominato Foci dell'Avisio ai sensi dell'art. 5 della L.P. 23 giugno 1986, n.14 e s.m., "Norme per la salvaguardia dei biotopi di rilevante interesse ambientale, culturale e scientifico" come segue:

tra le attività consentite elencate al punto 2 della citata delibera viene modificata quella di alinea 4. nel modo seguente:

la prosecuzione delle attività relative agli inerti, sulle superfici attualmente interessate. Alla scadenza delle relative concessioni rilasciate dal Servizio Opere Idrauliche, le medesime potranno essere rinnovate:

per quanto riguarda quelle ricadenti sul Comune catastale di Trento, di volta in volta per un periodo massimo di un anno, previo parere del Servizio Parchi e Conservazione della Natura; in ogni caso in sede di rinnovo della concessione si procederà gradualmente alla riduzione delle superfici e dei volumi interessati fino alla completa dismissione e ripristino dell’area data in concessione.

per quanto riguarda quelle ricadenti sul Comune catastale di Lavis, un’unica volta per un periodo di quattro anni, entro il quale deve essere improrogabilmente trasferita l’attività lavorativa e deve venire effettuato lo sgombero ed il ripristino dell’area dismessa ad opera del concessionario stesso.