Le aree protette del Trentino

Rete Natura 2000, parchi & riserve naturali

Normativa

Delibera n. 13976 del 1998-12-11 proposta da PALLAORO

Modifica delibera n. 16949 dd. 30.11.1992, modificata con delibera n. 158 dd. 18.01.1993, n. 18240 dd. 17.12.1993 e n. 5397 dd. 15.05.1998 avente per oggetto: "individuazione del biotopo di interesse provinciale Lago di Toblino ai sensi dell'art. 5 della L.P. n. 14/86 e s.m. - norme per la salvaguardia dei biotopi di rilevante interesse ambientale, culturale e scientifico". Il Relatore comunica,

con delibera n. 16949 dd. 30.11.1992, modificata con delibera n. 158 dd. 18.01.1993, n. 18240 dd. 17.12.1993 e n. 5397 dd. 15.05.1998, la Giunta provinciale ha provveduto all'individuazione del biotopo di interesse provinciale denominato "Lago di Toblino" ai sensi della L.P. 23.06.1986 n. 14 e s.m.

Più specificatamente con la delibera n. 18240 di data 17.12.1993, si introducevano modifiche relativamente alla gestione dell'attività di pesca nel suddetto biotopo, consentendo l'immissione di materiale ittico secondo un preciso programma di semine e si stabiliva di riesaminare gli aspetti gestionali dell'attività alieutica al termine del quadriennio di validità del programma stesso.

Allo scopo di verificare i risultati tecnici di questo periodo di sperimentazione, con delibera n. 5179 dd. 23.05.1997 il Servizio Parchi e foreste demaniali ha incaricato l'Istituto Agrario di S. Michele all'Adige di svolgere un' indagine sulla fauna ittica del Lago di Toblino nel corso dell'anno 1997. Visto che i risultati di questa indagine sono piuttosto preoccupanti in relazione al riscontrato squilibrio tra le specie presenti e, in particolare, alla predominanza del Coregone sulle altre specie salmonicole, e considerata la richiesta dell' dall'Associazione pescatori Basso Sarca di rivedere la regolamentazione dell'esercizio dell'attività alieutica all'interno del biotopo.

Visto altresì il parere in proposito del Servizio faunistico della Provincia Autonoma di Trento.

Si propongono le seguenti modifiche:

- a partire dal 1 gennaio 1999 e per un periodo di 5 anni è consentita la semina, da parte della locale Associazione di pescatori, di materiali ittico nella quantità di 20.000 soggetti Trota Fario di taglia 10-15 cm. secondo programmi annuali da concordare con il Servizio Parchi e Foreste Demaniali e il Servizio faunistico della Provincia Autonoma di Trento;

- l'eventuale immissione di sanguinerole, alborelle, triotti e altre specie idonee verrà verificata d'intesa con il Servizio faunistico, tenendo conto anche degli effetti sulla gestione della fauna ittica delle acque pubbliche conseguenti a quanto stabilito dalla deliberazione della Giunta provinciale n. 15559 dd. 30.12.1997 inerente il programma di controllo della setticemia emorragica virale (VHS) e della necrosi ematopoietica infettiva (IHN);

- le zone interdette alla pesca vengono modificate come da cartografia dove in particolare, oltre alla conferma dell'interdizione dell'attività alieutica nell'insenatura denominata "Val del Vent" individuata in rosso in cartografia, sui tratti della sponda sinistra del lago individuati in giallo, l'interdizione della pesca è limitata al periodo intercorrente tra il 15 marzo e il 30 giugno di ogni anno, corrispondente al periodo di nidificazione dell'avifauna acquatica di pregio. Nelle rimanenti zone è consentito l'esercizio della pesca a piede asciutto.

Con nota di data 14 luglio 1998 - prot. n. 3159 dd. 14.07.1997 l'Assessore all'Agricoltura, Foreste e Cooperazione chiedeva il parere su dette modifiche a: Comune di Calavino, Comune di Vezzano, Comprensorio Valle dell'Adige e Comitato Agricolo Comprensoriale C5 - Valle dell'Adige.

Hanno espresso parere favorevole il Comune di Calavino e il Comitato agricolo comprensoriale C5 -Valle dell'Adige, rispettivamente con nota di data 23 luglio 1998 - prot. n. 1666 e delibera n. 456 di data 11 agosto 1998.

Visto il parere favorevole del Comitato per l'Ambiente espresso con verbale n. 44 di data 20.10.1998.

Tutto ciò premesso,

LA GIUNTA PROVINCIALE

- udita la relazione,
- vista la L.P. 2306.1986 n. 24 e s.m.,
- vista la delibera n. 16949 dd. 30.11.1992, modificata con delibera n. 158 dd. 18.01.1993, n. 18240 dd. 17.12.1993 e n. 5397 dd. 15.05.1998,
- visti gli atti citati in premessa,
- ad unanimità di voti espressi nelle forme di legge,

delibera

1. di modificare la delibera n. 16949 dd. 30.11.1992, modificata con delibera n. 158 dd. 18.01.1993, n. 18240 dd. 17.12.1993 e n. 5397 dd. 15.05.1998 avente per oggetto: "individuazione del biotopo di interesse provinciale Lago di Toblino ai sensi dell'art. 5 della L.P. n. 14/86 e s.m. - norme per la salvaguardia dei biotopi di rilevante interesse ambientale, culturale e scientifico" ed in particolare quanto disposto al punto 3) della medesima deliberazione, che viene sostituito dal seguente::

- a partire dal 1 gennaio 1999 e per un periodo di 5 anni è consentita la semina, da parte della locale Associazione di pescatori, di materiali ittico nella quantità di 20.000 soggetti Trota Fario di taglia 10- 15 cm. secondo programmi annuali da concordare con il Servizio Parchi e Foreste Demaniali e il Servizio faunistico della Provincia Autonoma di Trento;

- l'eventuale immissione di sanguinerole, alborelle, triotti e altre specie idonee verrà verificata d'intesa con il servizio faunistico, tenendo conto anche degli effetti sulla gestione della fauna ittica delle acque pubbliche conseguenti a quanto stabilito dalla deliberazione della Giunta provinciale n. 15559 dd. 30.12.1997 inerente il programma di controllo della setticemia emorragica virale (VHS) e della necrosi ematopoietica infettiva (IHN);

- le zone interdette alla pesca vengono modificate come da cartografia, in particolare, oltre alla conferma dell'interdizione dell'attività alieutica nell'insenatura denominata "Val del Vent" individuata in rosso in cartografia, sui tratti della sponda sinistra del lago individuati in giallo, l'interdizione della pesca è limitata al periodo intercorrente tra il 15 marzo e il 30 giugno di ogni anno, corrispondente al periodo di nidificazione dell'avifauna acquatica di pregio. Nelle rimanenti zone è consentito l'esercizio della pesca a piede asciutto.