Le aree protette del Trentino

Rete Natura 2000, parchi & riserve naturali

Normativa

Delibera n. 16946 del 1992-11-30 proposta da MICHELI

Individuazione del biotopo di interesse provinciale denominato "Palù Longia" ai sensi dell'art. 5 della legge provinciale 23 giugno 1986 n. 14 e s.m., "Norme per la salvaguardia dei biotopi di rilevante interesse ambientale, culturale e scientifico"

Il Relatore comunica:

La Provincia Autonoma di Trento, con legge 23 giugno 1986, n.14 e s.m. "Norme per la salvaguardia dei biotopi di rilevante interesse ambientale, culturale e scientifico", ha avviato una concreta azione di tutela per la conservazione di quei particolari ambienti di elevata valenza bioecologica e naturalistica definiti biotopi ai sensi dell'art. 2 della precitata legge provinciale 14/86 e s.m..

La legge provinciale 14/86 e s.m. distingue i biotopi in "biotopi di interesse provinciale" e "biotopi di interesse comprensoriale"; sono considerati di interesse provinciale i biotopi individuati ai sensi della legge provinciale 14/86 e s.m. che ricadono all'interno delle aree di interesse ambientale primario del P.U.P. Essi sono riportati altresì negli elenchi e nelle cartografie dello stesso P.U.P.

L'art. 5 della legge provinciale 14/86, modificato dall'art. 15 della LP 28/88 prevede la procedura per la loro individuazione che comporta fra l'altro adempimenti tecnici e amministrativi per definire i confini dell'area e i relativi vincoli di tutela; tale procedura prevede, come atto finale, la deliberazione della Giunta provinciale. Come primo adempimento, il Servizio Parchi e Foreste Demaniali, a cui è demandata la materia dei biotopi, ha sottoposto al Sottocomitato per l'Ecologia in data 15.11.1990, il progetto di definizione naturalistica e catastale del biotopo "Palù Longia" ricadente nel C.C. di Brez. In tale data il Sottocomitato per l'Ecologia, dopo attento esame, lo ha approvato in quanto l'area presenta i requisiti previsti dalla legge provinciale 14/86 e s.m. Il biotopo "Palù Longia" assieme ai biotopi "Palù Tremole" e "Torbiere di Monte Sous", costituisce uno tra i più interessanti e vasti sistemi di zone umide dell'intera provincia.

Per la sua considerevole importanza botanica, la Palù Longia è una delle poche torbiere presenti sul territorio provinciale ad essere stata inserita nel "Censimento dei biotopi di rilevante interesse vegetazionale" realizzato dalla Società Botanica Italiana .

Le torbiere sono ambienti piuttosto rari alle nostre latitudini e ciò per motivi climatici, ma anche per lo sfruttamento a scopo estrattivo o la bonifica agricola cui sono andate soggette soprattutto nel passato.

Le torbiere possono essere classificate in torbiere basse o piane, alte e di transizione. Questi tre ambienti possono coesistere in equilibrio dinamico all'interno di un unico biotopo e ciò avviene nella Palù Longia. La vegetazione delle torbiere basse è estesa su circa la metà della superficie e vi si possono riconoscere due diverse associazioni: il Caricetum fuscae, con diffusione limitata, ed il Trichophoretum alpini, assai abbondante. Si rinviene Lycopodium inundatum, presente solamente in pochissime altre stazioni della provincia di Trento. La vegetazione delle torbiere alte occupa la parte centrale della Palù Longia ed è ben riconoscibile per la presenza dei cumuli di Sfagni, intervallati a depressioni più o meno profonde. Essa è costituita da Sphagnetum magellanici e, in minore abbondanza, da Sphagnetum fusci.

Nonostante la superficie relativamente poco estesa del biotopo ( 10 ettari circa) numerose sono le specie animali presenti o che comunque frequentano anche temporaneamente l'area. Le specie di vertebrati tipiche ed esclusive della torbiera appartengono tutte all'erpetofauna: sono presenti Rana temporaria, Triturus alpestris e Zootoca vivipara. Nelle immediate vicinanze della torbiera sono stati osservati Coronella austriaca e Vipera aspis.

In data 20 marzo 1992, in ottemperanza al disposto di cui all'articolo 5 della L.P. 14/86 e s.m. l'Assessore competente ha inviato al Comune di Brez, al Comprensorio della Valle di Non e al Comitato Agricolo Comprensoriale del C6 il progetto di definizione naturalistica e patrimoniale, nonchè i vincoli di tutela del biotopo "Palù Longia".

Il Comune di Brez ha espresso parere favorevole come pure il Comprensorio della Valle di Non, mentre il Comitato Agricolo Comprensoriale della Valle di Non ha espresso parere negativo.

In data 30 giugno 1992 il Sottocomitato per l'Ecologia, riunito per valutare i soprarichiamati pareri, ha ritenuto opportuno di riproporre il biotopo, con la relativa vincolistica, come da progetto inviato per le osservazioni.

Pertanto il Sottocomitato propone alla Giunta provinciale l'individuazione del biotopo "Palù Longia", con i relativi vincoli di tutela, per una superficie di ettari 10 circa, come dagli atti progettuali allegati, che formano parte integrante della presente delibera.

Tutto ciò premesso

LA GIUNTA PROVINCIALE

- udita la relazione;

- vista la legge provinciale 23 giugno 1986 n. 14 e successive modificazioni;

- visto il parere favorevole del Sottocomitato per l'Ecologia, espresso ai sensi dell'art. 5 della legge provinciale 14/86 e s.m.;

- riconosciuta l'opportunità dell'iniziativa;

- a voti unanimi, espressi nelle forme di legge,

delibera

1. ai sensi della legge provinciale 23 giugno 1986, n. 14 e s.m., sono sottoposte a vincolo di biotopo le particelle fondiarie in C.C. di Brez:

3117, 3118/2, 3120/1*, 3120/4*, 3135/1, 3135/2, 3135/3, 3135/4, 3135/5, 3136/1, 3136/2, 3137, 3138*, 3139*, 3151*.

* = particelle parzialmente comprese nel biotopo.

2. L'azione di tutela degli equilibri biologici e delle componenti naturalistiche specifiche del biotopo, è compatibile con alcune attività tradizionali per cui sono permessi:

- la prosecuzione dell'attività di sfalcio dove consuetudinaria;

- l'accesso ai fondi coltivati, anche con veicoli a motore, da parte del proprietario, affittuario o possessore ad altro titolo degli stessi;

- l'esercizio della selvicoltura definita sulla base del consuetudinario piano di assestamento forestale sottoposto, in occasione della sua revisione, al parere del Servizio Parchi e Foreste Demaniali. Per i boschi sprovvisti di un piano di assestamento, la selvicoltura è attuata sulla base di prescrizioni impartite dal Servizio Parchi e Foreste Demaniali;

- la circolazione dei mezzi a motore per la attività di utilizzazione boschiva;

- gli interventi di manutenzione di impianti o infrastrutture di interesse pubblico, sentito il Servizio Parchi e Foreste demaniali.

Le attività di cui sopra possono essere regolamentate con maggiore dettaglio dal Servizio Parchi e Foreste Demaniali, sentita la Commissione Scientifica per i biotopi.

Sono ammessi, infine, gli interventi necessari alla conservazione, al riequilibrio bioecologico, alla fruizione culturale ed alla ricerca scientifica, realizzati a cura o per conto del Servizio Parchi e Foreste Demaniali.

3. Al fine di garantire il mantenimento della struttura e delle funzioni peculiari del biotopo, si applicano i vincoli di cui all'articolo 3 della legge provinciale 23 giugno 1986, n. 14 che dispongono:

a) "il divieto di modificare o alterare in alcun modo gli elementi che compongono il biotopo";

b) "il divieto di depositare rifiuti o materiali di qualsiasi genere e di operare scavi, cambiamenti di coltura, opere di bonifica o prosciugamento del terreno"; c) "il divieto di coltivare cave e torbiere(...)"

Non sono quindi consentite tutte quelle attività suscettibili di innescare o provocare processi di turbativa o modificazione delle valenze ecologiche esistenti.

Pertanto, fatte salve le attività di cui al precedente punto 2., è vietato:

- immettere, asportare o danneggiare piante, o parti di esse, di qualsiasi specie, nonchè raccogliere o danneggiare funghi o altri prodotti del sottobosco;

- esercitare la caccia e la pesca ed immettere, prelevare o disturbare qualsiasi specie animale, nonchè lasciare vagare cani o altri animali domestici, anche per pastorizia;

- erigere costruzioni o manufatti di qualsiasi tipo e materiale, anche se provvisori;

- emungere o immettere acqua o liquami reflui;

- effettuare il dissodamento per fini agricoli di superfici forestali, prative e incolte;

- usare pesticidi di qualsiasi genere (antiparassitari, erbicidi, disinfettanti, rodenticidi ecc.) o esche avvelenate a scopi che esulano dal normale espletamento delle attività di cui al punto 2.;

- utilizzare la pratica agronomica della pacciamatura con materiali di origine artificiale;

- attraversare la zona con nuove linee elettriche, telefoniche ed ogni altra condotta aerea o interrata; - abbandonare i sentieri ed aggirarsi nel biotopo al di fuori di essi, ad eccezione dei proprietari, affittuari o possessori ad altro titolo dei fondi inclusi nel biotopo, nonchè entrare nella zona protetta con qualsiasi tipo di mezzo di trasporto meccanico o animale. Non sono altresì ammessi il sorvolo a bassa quota e l'atterraggio di mezzi aerei di qualsiasi tipo;

- campeggiare, accendere fuochi, provocare luci, suoni e rumori molesti, svolgere attività agonistiche o folcloristiche in genere; altre manifestazioni organizzate dovranno essere preventivamente autorizzate dal Servizio Parchi e Foreste Demaniali;

- realizzare qualsiasi tipo di recinzione;

- rimuovere o danneggiare la segnaletica di individuazione e confinazione del biotopo.

4. L'individuazione di cui all'articolo 1 riveste carattere di pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza, ai sensi dell'articolo 8 della legge provinciale 23 giugno 1986, n. 14. Pertanto le aree all'interno del biotopo possono essere oggetto di esproprio da definire con successiva deliberazione;

5. La relazione naturalistica, la mappa catastale e gli elaborati cartografici costituiscono parte integrante della delibera di istituzione;

6. Il Servizio Parchi e Foreste Demaniali potrà procedere alla tabellazione del biotopo, previo preavviso di 30 giorni ai proprietari interessati risultanti dal libro fondiario dei quali sia noto il domicilio.


Allegato "A": definizione naturalistico-catastale comprensiva di n.ro 4 cartografie.

parte integrante non gestita dal sistema.