Le aree protette del Trentino

Rete Natura 2000, parchi & riserve naturali

Riserve Naturali Provinciali

5. Sorte di Bellamonte

Cartina
  • Tipologia: torbiera
  • Comune: Predazzo
  • Quota media: 1400 m
  • Superficie: 15 ha circa
  • Normativa di riferimento: L.P. 14/1986

Il biotopo è posto all'altezza del km 110 della S.S n° 50 del "Grappa e del Rolle" nella frazione di Bellamonte, localizzato sui "Dossi" in destra orografica del torrente Travignolo.

Su rocce ignimbritiche e su materiale morenico, ampie sono le zone umide e torbose che si sono andate formando nel tempo, facendo assumere a tutta la vallata una notevole importanza dal punto di vista naturalistico. Numerosi sono i biotopi di interesse comprensoriale che affiancano quelli di interesse provinciale ("Palù dei Mugheri" e "Sorte di Bellamonte"). 
Particolare del biotopo
Da non dimenticare è il significato che le torbiere, per le loro caratteristiche intrinseche (modalità, tempo di formazione, rarità) assumono: la presenza in esse di materiale organico indecomposto (pollini, tronchi ecc.) fa loro assumere l'importante ruolo di testimoni delle epoche passate.

La caratteristica di maggior pregio di questo biotopo consiste nella presenza di un'ampia torbiera "alta", ossia di "un mondo vegetale a sè stante", autonomo ed alimentato dalla sola acqua piovana, costituito da uno spesso strato di sfagni accumulatisi lentamente nel corso dei secoli. 

La presenza floristica è di grande importanza comprendendo specie rare qui presenti in quantità: Andromeda polifolia e Vaccinium microcarpum , entrambi relitti glaciali, formano un denso tappeto sugli sfagni, assieme alle specie tipiche di queste formazioni come Carex pauciflora, Vaccinium uliginosum, Vaccinium vitis - idaea, Calluna vulgaris, Drosera rotundifolia ecc. 

Parte della torbiera è inoltre colonizzata da una densa boscaglia di pino mugo (Pinus mugo), fenomeno frequente nelle torbiere alte, anche in relazione alle particolari condizioni microclimatiche che si vengono a costituire. Lo sviluppo degli sfagni, iniziato dopo le glaciazioni, ha in realtà interessato una vasta zona, oggi in gran parte chiusa dal bosco. Le zone torbose quindi formano un continuum anche all'interno del bosco compreso nel biotopo,costituendo un complesso di grande interesse naturalistico.