Le aree protette del Trentino

Rete Natura 2000, parchi & riserve naturali

Riserve Naturali Provinciali

19. Le Grave

Cartina
  • Tipologia: Torbiera e vegetazione xerofila su detrito
  • Nome locale: Alle Grave
  • Nome topografico: Alle Grave
  • Comune: Civezzano
  • Comprensorio: C.4 - Alta Valsugana
  • Quota media: m 865
  • Superficie: ha 30 circa
  • Principali motivi di interesse naturalistico: rare specie e associazioni vegetali delle torbiere; vegetazioni delle zone aride; Anfibi
  • Delibera istitutiva

Particolare del biotopoQuesto Biotopo tutelato comprende due tipologie ambientali tra loro estremamente diverse: una zona umida ed una zona arida, dislocate rispettivamente ai piedi e sui fianchi di un piccolo rilievo indicato sulle carte topografiche come "Doss Le Grave".

Il termine dialettale "grave", con tutte le sue varianti locali, indica attualmente un ghiaione, un cumulo di ghiaia oppure un luogo ove si scaricano ghiaia o sassi. La porzione del Doss Le Grave inclusa nel Biotopo si presenta proprio costituita da una gran quantità di "ghiaia" di porfido che conferisce al territorio un aspetto "semidesertico" molto suggestivo. L’origine di questo particolare ambiente è legata all’attività umana: l’imponente accumulo di ghiaia e sassi è infatti costituito da materiale di scarto derivante dall’attività estrattiva dell’argento che, negli anni dal 1000 al 1500 circa, ha interessato tutto l'altopiano del Calisio-Argentario.

Aspetti naturalistici

Aspetti naturalisticiL’ambiente della "grava" presenta spiccate condizione di aridità del terreno e questo condiziona strettamente la vita delle piante. Vi crescono le specie tipiche dei luoghi aridi come la globularia (Globularia cordifolia) e il pero corvino (Amelanchier ovalis). La vegetazione risulta macroscopicamente caratterizzata da un gran numero di esemplari di pino silvestre (Pinus sylvestris), che, a causa della povertà del suolo, crescono molto lentamente e stentatamente ed hanno sistematicamente assunto l'aspetto e la forma di autentici bonsai naturali, alti al massimo un metro e mezzo. Alcuni hanno forme così belle che ben figurerebbero nei manuali che insegnano l'arte bonsai; donano inoltre al paesaggio un aspetto vagamente orientale o, se si preferisce, di certe macchie mediterranee ove è presente il ginepro feniceo.

La porzione arida del Biotopo prende immediato contatto con la zona umida sottostante. Si tratta di una torbiera che si è originata per colmamento, ad opera della vegetazione acquatica, di un piccolo bacino lacustre. Di tale bacino rimangono ancora piccoli specchi d'acqua libera al centro (queste pozze sono chiamate "occhi di torbiera"). La vegetazione è data in parte da cariceti (con parecchie Carex) e in parte da fitti popolamenti di falasco (Cladium mariscus), altra Ciperacea piuttosto rara. Nella torbiera vivono alcune autentiche rarità botaniche, tra cui alcune orchidee di palude e lo splendido gladiolo di palude (Gladiolus palustris); va poi segnalata la presenza, nelle pozze, della ninfea (Nymphaea alba) e dell’utricolaria (Utricularia minor), una pianta insettivora che vive completamente sommersa.

Anche gli aspetti faunistici di questo Biotopo sono assai interessanti, perché, come tutte le zone umide, anche questa costituisce un'oasi di rifugio per gli animali molto esigenti dal punto di vista ambientale, come gli Anfibi e gli uccelli acquatici. Inoltre, molti altri uccelli possono approfittare della ricchezza ambientale offerta dall’ecosistema acquatico; qui, poi, la disponibilità delle risorse è notevolmente amplificata dall'estrema e insolita vicinanza tra l’ambiente umido e quello arido.

Strutture per la visita

  • sentiero di visita

Il sentiero di visita

L’ingresso al sentiero di visita del biotopo è posto in corrispondenza del Lago di Santa Colomba.
Il percorso è "un anello", che si snoda lungo il territorio occupato dal biotopo per ricondurre alla fine della visita all’ingresso principale.
L’intero percorso può essere portato a termine in circa due ore e mezzo, con passo tranquillo e tenedo conto di brevi soste per osservare, fotografare, scrivere e riposare.
Il tracciato non comporta alcuna difficoltà tecnica. Qualche tratto in salita richiede un certo impegno fisico, ma risulta comunque alla portata di tutti. La naturalità del luogo suggerisce abbigliamento e soprattutto calzature adeguate.
Lungo il percorso sono indicati 14 punti di particolare interesse, in corrispondenza dei quali è collocata una tabella con una breve frase illustrativa. 
Temi proposti: Le conche; I dossi; i "cadini"; La torbiera; Le latifoglie igrofile; I boschi artificiali; Il suolo arido, la vegetazione arida; I bonsai naturali; Gli alberi morti; La filosofia Zen; Il silenzio; L’occhio di torbiera; La barite.

Pubblicazioni

  • Progetto per la tutela e la valorizzazione
  • guida al percorso (1)

Studi

  • progetto di definizione naturalistica e catastale;
  • studi della Commissione Scientifica