Le aree protette del Trentino

Rete Natura 2000, parchi & riserve naturali

Riserve Naturali Provinciali

20. Inghiaie

Cartina
  • Tipologia: bosco ripariale, torbiera e prati umidi
  • Nome locale: Caresari
  • Nome topografico: Inghiaie
  • Comune: Levico
  • Comprensorio: C.4
  • Quota media: m 440
  • Superficie: 30 ha circa
  • Principali motivi di interesse naturalistico: risorgive di fondovalle; rare specie e associazioni vegetali delle torbiere; avifauna acquatica
  • Delibera istitutiva

Il Biotopo "Inghiaie" è localizzato nell'Alta Valsugana, sulla destra idrografica del Fiume Brenta, e dista circa 20 km da Trento. Esso, assieme a poche altre zone umide anch'esse tutelate come Biotopi, è ciò che rimane di quel complesso di vaste paludi, laghi, stagni ed acquitrini che un tempo occupavano il fondovalle della Valsugana caratterizzandone fortemente il paesaggio. Anticamente formava un continuum con altre zone umide, ora bonificate, in gran parte originate dal Fiume Brenta che possedeva un andamento irregolare e meandreggiante ed esondava frequentemente dal proprio letto. Una mappa del 1774 riporta nei pressi di Inghiaie un lago circondato da paludi, ed antichi documenti ci informano che le paludi della Valsugana rimasero pressoché inalterate fino al termine del 1700, quando iniziarono un po' ovunque i lavori di bonifica.

Il Biotopo si estende al piede dei conoidi del Rio Valscura e del Rio Pissavacca; il terreno è quindi costituito in massima parte da materiali portati dai corsi d'acqua quali limo, sabbie e ghiaie. L'aspetto idrogeologico più interessante di questa zona è la presenza di sorgenti perenni alimentate da acque sotterranee provenienti dalle montagne soprastanti: queste acque emergono sul fondovalle attraverso i terreni alluvionali. Le sorgenti presenti nel Biotopo, mantenendo il terreno continuamente intriso d'acqua, permettono la formazione di torba e favoriscono lo sviluppo di una interessante vegetazione palustre. Il confine settentrionale del Biotopo è costituito dal Rio Vena, un corso d'acqua che, pur essendo stato in parte rettificato negli anni '60, grazie alla riconquista delle rive da parte della vegetazione è oggi uno tra i più belli e "selvaggi" torrenti del fondovalle.

Aspetti naturalistici

Ambiente di torbieraLa contemporanea esistenza di suoli ghiaiosi e torbosi sta alla base della varietà di formazioni vegetali presenti nell'area protetta. Di grande interesse sono il molinieto (vegetazione erbacea caratterizzata dalla presenza di una Graminacea, la Molinia coerulea) e i cariceti (vegetazione erbacea caratterizzata dalla presenza di piante del Genere Carex), formazioni spesso invase dalla cannuccia d'acqua (Phragmites australis). Esse ospitano numerose specie botaniche preziose, come la genziana di palude (Genziana pneumonanthe) e varie orchidee selvatiche tra cui la rarissima Liparis loeselii. Lungo il Rio Vena crescono boschetti ripariali di ontano nero (Alnus glutinosa) ed ontano bianco (Alnus incana), mentre nella zona di transizione tra bosco e palude i cespugli di salici (Salix, varie specie) formano una fascia pressoché continua. Il Biotopo comprende anche, verso sud, una porzione di bosco non umido, avente minore interesse botanico.

Il Biotopo Inghiaie è una autentica oasi per la fauna ed ospita un gran numero di specie, alcune delle quali piuttosto rare. Lo stato di naturalità del Rio Vena fa sì che esso ospiti una ricca fauna invertebrata, che vi richiama vari pesci. Gli Anfibi, come la rana verde (Rana sinkl. esculenta) e la rana di montagna (Rana temporaria) trovano nelle pozze della palude luoghi idonei alla deposizione delle uova. Fra l'avifauna spiccano per importanza le specie acquatiche: qui si riproducono ad esempio il germano reale (Anas platyrhynchos), la gallinella d'acqua (Gallinula chloropus), il porciglione (Rallus aquaticus) ed il martin pescatore (Alcedo atthis).

Strutture per la visita

  • sentiero di visita con torrette di osservazione per la fauna
  • laboratorio didattico all’aperto

Il sentiero di visita

L’ingresso al sentiero di visita del biotopo è collocato nei pressi della frazione di S.Giuliana di Levico, all’altezza del ponte sul Rio Vena.
Il percorso è "un anello", che si snoda lungo il territorio occupato dal biotopo per ricondurre alla fine della visita all’ingresso principale.
L’intero percorso può essere portato a termine in due – tre ore, con passo tranquillo e tenedo conto di brevi soste per osservare, fotografare scrivere e riposare. 
Il tracciato non comporta alcuna difficoltà tecnica. La naturalità del luogo suggerisce abbigliamento discreto e soprattutto calzature adeguate.
Lungo il percorso sono indicati 14 punti di particolare interesse, in corrispondenza dei quali è collocata una tabella con una breve frase illustrativa. 
Temi proposti: Paesaggio, a Santa Giuliana; Un fiume di sassi; Lo slargo confinato; Viti, salici capitozzati, ...; Panorama "geologico"; Il tunnel di noccioli; Il bosco allagato ... di sassi; Nasce il Rio Vena; Usi diversi del territorio; La composizione del suolo; Ponticello sul Rio Vena; La palude dall’alto; Il bosco coltivato e quello "naturale"; Il ripristino naturalistico.

Pubblicazioni

  • guida al percorso (11)

Studi

  • progetto di definizione naturalistica e catastale;
  • monitoraggio periodico avifauna;
  • monitoraggio periodico anfibi;
  • piano di gestione forestale;
  • studi della Commissione Scientifica

Interventi di valorizzazione