Le aree protette del Trentino

Rete Natura 2000, parchi & riserve naturali

Riserve Naturali Provinciali

52. Fiavé

Cartina

Particolare del biotopoLa torbiera di Fiavé è quasi più nota per il grande patrimonio archeologico che in essa è conservato che non per i suoi aspetti naturalistici. Qui, infatti, sono state rinvenute le ben note palafitte che hanno conferito a questa zona il ruolo di stazione archeologica d'importanza internazionale.

Il Biotopo "Fiavé" è però stato istituito anche in considerazione del suo grande pregio naturalistico, così da potervi attuare una tutela "globale" che preservi l'uno e l'altro aspetto della sua ricchezza, evitando manomissioni arbitrarie che potrebbero danneggiare irreversibilmente l'intero sistema.

La torbiera di Fiavé ha avuto origine per colmamento di un lago preesistente, a sua volta formatosi circa 12-14.000 anni fa, al termine dell'ultima fase della glaciazione würmiana, in virtù di uno sbarramento morenico. Questo lago era, in origine, profondo più di 20 metri e perfino più esteso dell'attuale bacino occupato dalla torbiera. Gli insediamenti palafitticoli - che sono particolarmente estesi - erano collocati sulle rive e su un isolotto di questo antico bacino.

La scomparsa del lago è avvenuta per colmamento ad opera della vegetazione delle rive, che nel corso del tempo ha progressivamente invaso lo specchio d'acqua fino a occuparlo quasi per intero. Durante questo lungo processo l'accumulo dei resti dei vegetali morti ha dato origine alla formazione di un potente deposito di torba, dello spessore massimo di 3 metri.

La torba è stata estratta con tecniche industriali o artigianali già dalla metà del 1800 fino quasi ai nostri giorni: per facilitare i lavori vennero realizzati vari interventi di bonifica che determinarono la scomparsa del lago, ancora riconoscibile nella prima metà del 1800. L'estrazione della torba, utilizzata come combustibile o come fertilizzante, ha quindi segnato profondamente l'ambiente della torbiera, lasciandogli in eredità una serie di scavi oggi occupati da canali e stagni.

Aspetti naturalistici

Particolare del biotopoLa vegetazione del Biotopo è molto interessante e straordinariamente articolata. In relazioni alle mutevoli condizioni del terreno sono presenti un gran numero di comunità vegetali diverse, alcune delle quali molto rare. La vegetazione palustre, con canneti e paludi a grandi carici (Caricetum elatae e Caricetum rostratae) si alterna a quella delle torbiere basse, ai prati umidi e ai boschetti paludosi di salice cenerino (Salix cinerea) e frangola (Frangula alnus); in quasi tutti gli specchi d'acqua è presente la ninfea (Nymphaea alba).

La grande varietà di ambienti presenti nel Biotopo si riflette sulla fauna determinandone la notevole ricchezza e diversità. La torbiera di Fiavé costituisce un'importante stazione di riproduzione per vari Anfibi, tra cui il rospo comune (Bufo bufo), la rana verde Rana sinkl. esculenta e la rana di montagna (Rana temporaria). Le specie della fauna acquatica nidificanti sono numerose; tra le più interessanti vanno citate il germano reale (Anas platyrhynchos), la gallinella d'acqua (Gallinula choropus), la folaga (Fulica atra), la cutrettola (Motacilla flava), la cannaiola verdognola (Acrocephalus scirpaceus), la cannaiola (Acrocephalus palustris), il cannareccione (Acrocephalus arundinaceus) e il migliarino di palude (Emberiza schoeniclus).

Strutture per la visita

  • sentiero di visita con passerelle e torrette di osservazione per la fauna
  • centro visita

Il sentiero di visita

L'ingresso al sentiero di visita del biotopo è posto lungo la carrozzabile che da Fiavè porta a Ballino, poco prima della località La Pineta.
Il percorso è "un anello", che si snoda lungo il territorio occupato dal biotopo per ricondurre alla fine della visita all'ingresso principale.
L'intero percorso può essere portato a termine in circa un due ore e mezzo, con passo tranquillo e tenedo conto di brevi soste per osservare, fotografare scrivere e riposare. 
Il tracciato non comporta alcuna difficoltà tecnica. La naturalità del luogo suggerisce abbigliamento discreto e soprattutto calzature adeguate.
Lungo il percorso sono indicati 15 punti di particolare interesse, in corrispondenza dei quali è collocata una tabella con una breve frase illustrativa. 
Temi proposti:  Le forme del territorio; La siepe; I coltivi estensivi e quelli intensivi; Boschi artificiali e naturali; I bacini idrici; La vegetazione della torbiera; La rinaturalizzazione; Insetti e rane; Rondini e zanzare; La fauna della torbiera; La gestione del biotopo; L'area a tutela integrale e l'area di rispetto; Il bosco di salici; Le palafitte; Preistoriche "case a aschiera".

Il Centro visite

Il Centro visite del biotopo, ultimato nel 1997, è ubicato nell'abitato di Fiavé ed occupa alcuni locali situati nell'edificio storico che è sede del Municipio. Le sezioni espositive sono molto ricche in quanto il biotopo, oltre agli aspetti naturalistici, racchiude un patrimonio archeologico di straordinaria importanza. I temi trattati spaziano dalla genesi della torbiera, che un tempo era una lago, alle preziosità della flora e della fauna; uno spazio di rilievo è riservato al rapporto tra uomo e ambiente, in particolare agli antichissimi insediamenti preistorici su palafitta e alla passata attività di estrazione della torba.

Pubblicazioni

  • Progetto per la tutela e la valorizzazione
  • depliant;
  • guida al percorso (4);
  • video

Studi

  • progetto di definizione naturalistica e catastale;
  • monitoraggio periodico avifauna;
  • monitoraggio periodico anfibi;
  • piano di gestione forestale;
  • studi della Commissione Scientifica