Le aree protette del Trentino

Rete Natura 2000, parchi & riserve naturali

Riserve Naturali Provinciali

BIACCO

Coluber viridiflavus

Riconoscimento

È un serpente molto "elegante", con il corpo slanciato e la testa piccola. Nelle nostre zone può superare i 130 cm, ma non di molto; altrove anche ben più di 150 cm. Le squame sono lisce. La colorazione tipica del biacco è gialla con macchie nere o nera con macchie gialle; da noi invece tutti gli esemplari adulti sono melanici, ovvero completamente neri. La colorazione nera viene raggiunta a 3-4 anni di età, quando il serpente è lungo 70-80 cm; i giovani hanno una tinta di fondo grigiastra, verde oliva o marroncina, con macchie scure solo sul capo e sul collo. Il ventre varia dal giallo-bruno al grigio-nerastro.

Habitat e biologia

Amante del caldo, il biacco è diffuso essenzialmente nei territori di bassa quota, in genere fino a 1000 m di altitudine; in zone climaticamente favorevoli sale talvolta anche fino a oltre 1300 msm. L’habitat è piuttosto vario, ma in genere coincide con zone assolate, ricche di vegetazione arbustiva: margini dei boschi, campi e prati delimitati da siepi e muretti, aree rupestri. Come avviene in tutti i serpenti, l’inverno viene trascorso in latenza in profonde cavità del terreno, spesso in compagnia di altri esemplari.

Straordinariamente agile, si sposta molto velocemente ed è in grado di arrampicarsi rapidamente su arbusti e alberelli. In presenza dell’uomo talvolta non fugge ed anzi lo può attaccare: il morso può essere doloroso ma, contrariamente alle dicerie popolari, non è velenoso. Analogamente, è falso che il biacco usi la coda come frusta contro le persone. Si nutre di lucertole (soprattutto di ramarri), topolini, uccelletti e loro uova, talvolta anche di serpenti. La femmina depone 5-15 uova in cavità del terreno; il guscio presenta caratteristiche concrezioni a forma di stella.

Presenza in Trentino

Relativamente comune nelle zone sotto i 1000 m di altitudine.